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07 aprile 2014

Canestrelli

Questa ricetta mi è stata passata da Virginia qualche anno fa. Avevo visto le foto dei suoi canestrelli fatti in casa e le chiesi il procedimento per prepararli. La ricetta è tratta dal quaderno di ricette della sua bisnonna (!) ed è semplicissima. Il risultato sono dei biscotti friabili e assolutamente deliziosi, l'ideale per la colazione o per accompagnare una tazza di té.
Grazie ancora Virginia! :)
CANESTRELLI di VIRGINIA

  • 240 g burro a temperatura ambiente
  • 100 g zucchero a velo
  • 4 tuorli sodi
  • 200 g fecola di patate
  • 200 g farina
  • 1 pizzico di sale
  • aroma naturale di vaniglia
  • zucchero a velo per lo spolvero
Far bollire 4 uova per 5-6 minuti e poi passare al setaccio i tuorli. Lavorare il burro morbido con una forchetta e quando sarà abbastanza cremoso unire lo zucchero e i tuorli setacciati. Setacciare la farina, la fecola e il sale e unirli all’impasto. Impastare fino a formare una palla, mettere in frigo avvolta con la pellicola e lasciarla riposare un’ora.
Stendere la pasta a uno spessore di circa 7 mm e ritagliare i biscotti. Cuocere in forno caldo a 180° per circa 15-20 minuti. Appena i bordi si scuriscono, sfornare e lasciar raffreddare su una gratella. Una volta raffreddati, cospargere con zucchero a velo.

16 ottobre 2013

Irish Soda Bread per il WBD 2013

World Bread Day 2013 - 8th edition! Bake loaf of bread on October 16 and blog about it!
World Bread Day 2013. Anche quest'anno non voglio perdere questa festa. Centinaia di bloggers oggi faranno un pane e posteranno la ricetta sul loro sito web. Il pane qui a casa si continua a fare abbastanza regolarmente, alternando pani classici a esperimenti che spesso riescono bene, altre meno. Ma il risultato è sempre buono e non si butta mai via nulla.


Per quest'anno ho scelto un pane un po' particolare, diverso dai pani ai quali siamo abituati qui a casa: il Pane irlandese di soda.

Le giornate si stanno accorciando, il cielo ultimamente è grigio, l'aria più fredda. Questo pane mi riporta all'estate appena finita e al mio indimenticabile viaggio in Irlanda. Il pane di soda è il pane tipico dell'isola di smeraldo e l'ho gustato tutti i giorni a colazione, spalmato di marmellata, e/o a pranzo, in accompagnamento a un buon piatto di minestra o di seafood chowder. E' un pane lievitato grazie alla combinazione di bicarbonato di sodio e latticello, non necessita di un riposo e quindi è una preparazione estremamente veloce. Si impasta, si forma la pagnotta e si inforna per circa mezz'ora. In pochissimo tempo si potrà portare in tavola una pagnotta profumata e gustosa, perfetta per accompagnare qualsiasi piatto.

La ricetta l'ho presa da un librino acquistato proprio durante la mia vacanza, in una libreria di Galway.

BROWN SODA BREAD

da: Ruth Isabel Ross, Irish Baking Book, Gill & Macmillan, Dublin, 2003
  • 125 g farina bianca 
  • 350 g farina integrale 
  • 1 e 1/4 cucchiaini di bicarbonato di sodio 
  • 1 cucchiaino di sale 
  • 250 ml latticello
Mescolare tutti gli ingredienti asciutti in una ciotola. Fare un buco al centro e versare gradualmente il latticello, mescolando con un coltello. Lavorare poi rapidamente l'impasto con le mani. Deve risultare un impasto abbastanza sostenuto e elastico.Formare una pagnotta rotonda. Incidere due tagli a croce con un coltello. Mettere su una teglia e cuocere in forno caldo a 200°C per circa 35 minuti. La pagnotta deve suonare cava picchiettando il fondo. Avvolgere immediatamente in un panno e lasciar raffreddare su una griglia.
La farina integrale che ho usato è farina irlandese specifica per questo utilizzo. E' un'integrale piuttosto grossolana, molto profumata. A sentirecosa mi disse la signora della libreria dove acquistai questo volumetto, per fare un vero irish soda bread, è indispensabile la farina irlandese.

Irish Brown Soda Bread

20 luglio 2013

Dolmadàkia o Ντολμαδάκια

Con una biblioteca traboccante di libri, cerco -faticosamente- di non acquistare altri volumi. O almeno ci provo. Se per i romanzi e i saggi ho risolto il problema di spazio con il kindle, per i libri di cucina, l'avere il libro reale, in pagine e copertina, è essenziale.


Una collana che amo molto, i cui volumi non esito mai a comprare, è quella de "Il lettore goloso", diretta da Allan Bay. Col tempo, ho preso tutti i volumi che la compongono, e ogni volta che ne esce uno nuovo, mi fiondo in libreria. Sono libretti maneggevoli, semplici e essenziali, però sempre pieni di ricette valide e interessanti. Sono un piacere anche solo da leggere, come fossero saggi, avendo capitoli di approfondimento ricchi di informazioni. L'ultimo uscito tratta di cucina greca ed è scritto dal bravissimo chef Jean-Michel Carasso, curatore anche del blog "Cucinare lontano". Mi piace molto la cucina ellenica, questo suo essere semplice e gustosa allo stesso tempo, per certi aspetti simile alla cucina dell'Italia meridionale, ma arricchita da elementi di origine orientale. Appena ho saputo di questa pubblicazione, quindi mi sono precipitata nella libreria di fiducia e ne ho presa una copia.

Il libro non ha deluso le mie aspettative: tante ricette, ben spiegate, quasi tutte molto facili.

Dopo una prima lettura, ho scelto di iniziare da un grande classico della cucina greca: gli involtini di foglie di vite con il riso. Ero un po' preoccupata per la realizzazione degli involtini, ma alla fine realizzarli è stato molto più facile del previsto. Mi raccomando solo di usare foglie di vite che non abbiano subito trattamenti!
DOLMADAKIA o involtini di foglie di vite freddi ripieni di riso
da: Jean-Michel Carasso, La cucina Greca, Ponte alle Grazie, Milano, 2013
Ingredienti per 6 persone:
  • 24 foglie di vite non trattate, fresche e tenere, o in salamoia, e un'altra decina per foderare il fondo della pentola
  • 350 g di riso lungo
  • 1 cipolla media
  • 1 mazzetto di aneto fresco tritato finemente
  • 10 foglie di menta tritate finemente
  • il succo di mezzo limone
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
In una pentola, fate appassire la cipolla tritata finemente con un po' d'olio. Aggiungete il riso, l'aneto, la menta, il sale e il pepe, il succo di limone e 1 bicchiere d'acqua, e cuocete il riso girando con il cucchiaio di legno fino a quando tutto il liquido sarà assorbito. Lasciate raffreddare il riso. Sciacquate bene le foglie di vite in salamoia, o scottate in acqua bollente salata le foglie fresche per 5', delicatamente. Fatele raffreddare e asciugare su un panno pulito. Quando il riso è freddo, preparate gli involtini. Stendete una foglia di vite sul piano di lavoro con la parte più liscia sotto. Mettete 1 cucchiaino colmo di ripieno al centro della foglia. Arrotolate l'involtino partendo dal basso, fino a ricoprire il ripieno, quindi ripiegate i bordi laterali verso l'interno. Continuate a formare l'involtino arrotolandolo dal basso, fino ad ottenere un cilindro piuttosto stretto (non dovrà aprirsi durante la cottura). Foderate con le altre foglie di vite il fondo di una pentola abbastanza capiente per contenere gli involtini. Trasferiteli nella pentola e copriteli a filo con acqua. Incoperchiate la pentola e lasciate cuocere a fuoco molto basso per almeno mezz'ora. Servite i dolmadàkia freddi con spicchi di limone da spremere a piacere.
Dolmadàkia

Buoni, anzi: deliziosi. Freddi di frigo sono un piatto perfetto per l'estate: fresco, leggero e saziante. Le erbe aromatiche e il succo di limone rendono gli involtini davvero rinfrescanti e gustosi al palato.

13 luglio 2013

Grissini del riciclo

Dopo due settimane di ferie, ho ripreso il mio lievito naturale dal frigo, dove era rimasto durante la mia assenza, ed ho fatto un paio di rinfreschi "a vuoto" per rinvigorirlo un po'. Mi sono ritrovata quindi con un discreto quantitativo di pasta madre di scarto, teoricamente da buttare. Solo teoricamente perché in realtà esistono molte ricette ad hoc, proprio per riciclare gli avanzi di lievito naturale ed evitare di doverli buttarli via.

Quindi questa mattina mi sono messa alla ricerca di una nuova ricetta da provare. Di solito quando ho della pasta madre in più, preparo il pane-piadina in padella, simile al chapati indiano, come spiegato qui sul sito "Il pasto nudo".

Però poi sono capitata su questa pagina e l'idea di farne dei grissini mi ha subito ispirata. In più il procedimento è davvero semplicissimo, e permette di smaltire un bel quantitativo di lievito. Ho modificato leggermente la ricetta originale per adattarla al mio lievito che è al 100% di idratazione.


GRISSINI DEL RICICLO
adattata da I pasticci di Terry 
  • 300 g lievito naturale al 100% di idratazione
  • 310 g di farina di grano tenero
  • 40 g di olio extra vergine
  • 1 cucchiaino di sale fino
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 55 g di acqua
  • semola di grano duro per lo spolvero
Sciogliere il lievito nell'acqua, aggiungere gli altri ingredienti e mescolare bene. Deve risultare un impasto non troppo duro che non si appiccichi alle mani. Lavorando un pezzo di impasto alla volta sul tavolo cosparso di semola, stendere col mattarello in una sfoglia non troppo sottile. Tagliare lunghe strisce con la rotella tagliapizza, larghe circa mezzo centimetro. A piacere arrotolarle o lasciarle lisce, stirandole un po' tirando delicatamente le due estremità. Disporle sulla teglia e infornare subito in forno già caldo a 190°C per circa 20-25 minuti, finché sono ben dorati.
Facili e veloci da fare, e sono anche molto buoni. A piacere si possono aggiungere all'impasto semini, erbe tritate o altri aromi. Io questa volta li ho lasciati semplici, senza nessuna aggiunta.

05 giugno 2013

Sour Cream Marble Cake


Domenica sera tranquilla a casa. Decido di preparare un dolce da portare l'indomani in ufficio, per la gioia dei miei colleghi. Dopo un rapido esame degli ingredienti che ho a disposizione, decido di fare questa torta, complice il fatto che ho in frigo un vasetto di panna acida. La panna acida, da me rabboccata con yogurt intero perché non ne avevo abbastanza, rende questo dolce morbido e profumato. E' una torta semplice, bella e buona, l'ideale per accompagnare il -pessimo- caffè di metà mattina.

Il libro fonte della ricetta è un bellissimo volume, pieno di ricette di torte e dolci che sanno "di casa", di pigre colazioni fatte in pigiama, di merende casalinghe con una buona tazza di tè.

Con queste dosi sono riuscita ad ottenere una grande ciambella, portata in ufficio (quella della foto), e un piccolo plumcake, lasciato a casa per il mio babbo e mio fratello.

SOUR CREAM MARBLE CAKE
da: Carole Walter, Great Coffee Cakes, Sticky Buns, Muffins & more, Clarkson Potter Publishers, New York, 2007
marmorizzatura
  • 3 oz cioccolato fondente tritato grossolanamente
  • 4 cucchiai di burro
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 2 cucchiai di Golden syrup
  • 3 cucchiai d'acqua
  • 1/4 cucchiaino di bicarbonato di sodio
impasto
  • 2 e 1/2 cups di farina
  • 1 e 1/2 cucchiaini di lievito chimico per dolci
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 e 1/4 cups di panna acida
  • 1/4 cup di latte
  • 1 e 1/2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • 6 oz di burro
  • 1 e 1/2 cups di zucchero semolato
  • 4 uova grandi
  • zucchero a velo
Preriscaldare il forno a 180°C. Preparare uno stampo a ciambella (o più stampi) con burro & farina o con carta forno.
Preparare il cioccolato per la marmorizzatura: Sciogliere il cioccolato e il burro a bagnomaria, unire il cacao, l'acqua e lo sciroppo mescolando con un cucchiaio finché è tutto ben omogeneo. Togliere dal fuoco e aggiungere il bicarbonato. Tenere il composto sulla pentola d'acqua calda, così da mantenerlo tiepido.
In una grande ciotola, mescolare bene la farina, il lievito, il bicarbonato e il sale. In un'altra ciotola, mescolare la panna acida, il latte e l'estratto di vaniglia.
Tagliare il burro morbido a pezzetti e montarlo nella planetaria o con un mixer per almeno 2 minuti, poi aggiungere poco alla volta lo zucchero semolato e mescolare bene, ci vorranno quasi dieci minuti. Unire quindi le uova, uno alla volta. A questo punto iniziare a aggiungere gli ingredienti secchi alternandoli con quelli liquidi, sempre montando bene con la planetaria o le fruste elettriche.
Alla fine, prelevare 1 cup e 1/2 dell'impasto e a questo aggiungere il composto di cioccolato, mescolando bene per amalgamare il tutto.
Versare circa la metà dell'impasto chiaro nello stampo preparato e distribuirlo uniformemente con l'aiuto di un cucchiaio. Sopra l'impasto chiaro, mettere circa un terzo dell'impasto scuro, coprendo bene lo strato sottostante. Ripetere l'operazione con circa metà del rimanente composto chiaro, il resto di quello nero e coprire con quello chiaro. Inserire un coltello da tavola nell'impasto e muoverlo tutt'attorno per creare l'effetto marmorizzato.
Cuocere in forno per 55-60 minuti, controllare la cottura con la classica prova stecchino. Quand'è cotta, lasciarla 15-20 minuti ancora nello stampo e poi sformare e mettere a raffreddare su una gratella.
A piacere, spolverare di zucchero a velo prima di servirla.

Davvero buona, in ufficio è durata poco.

05 aprile 2013

Pane no-knead con lievito naturale

Nuova ricetta di pane secondo il metodo no-knead, messo a punto da Jim Lahey. Questa volta però l'ho modificata utilizzando invece del lievito di birra, il mio fedele lievito naturale. Il risultato è stato di nuovo eccezionale!
La ricetta alla quale mi sono ispirata è questa.
PANE NO-KNEAD CON LIEVITO NATURALE
adattata da ThreeTastes, dosi per una pagnotta di circa 500 grammi

  • 40 g di lievito naturale al 100% di idratazione, rinfrescato
  • 355 g acqua a temperatura ambiente
  • 340 g farina forte per pane
  • 112 g farina integrale
  • 1 cucchiaino di sale
  • farina di mais e/o semola di grano duro per lo spolvero
In una ciotola, stemperare bene il lievito nell'acqua e mettere da parte.
In una ciotola più grande, possibilmente di quelle con il coperchio, mettere le farine e il sale. Unire il lievito e l'acqua e mescolare con un cucchiaio di legno finché si ottiene un impasto omogeneo. Bastano pochissimi minuti. Coprire la ciotola e lasciare a temperatura ambiente per 18 ore.
E' possibile rallentare la fermentazione mettendo l'impasto in frigo, dove si potrà lasciare più giorni. In questo caso, prima di procedere, lasciar raggiungere la temperatura ambiente per un'ora.
Rivestire un colapasta o un cestino con un canovaccio pulito e cospargere generosamente con la farina scelta per lo spolvero. Cospargere di farina il piano di lavoro e versare l'impasto. Delicatamente procedere con due serie di pieghe, senza schiacciare troppo la pasta. Formare una palla e deporla nel canovaccio preparato, con la chiusura sotto. Coprire con pellicola e lasciar riposare un'ora e mezza.
Trascorsa la prima ora, accendere il forno a 260°C con dentro la pentola di ghisa col coperchio dove verrà cotto poi il pane. Dopo mezz'ora, abbassare il forno a 230°C, prendere la pentola. ATTENZIONE perché è molto calda! Delicatamente ribaltare il pane dentro così che la chiusura ora sia in alto. Mettere il coperchio e infornare. Dopo 30 minuti, abbassare il forno a 200°C e togliere il coperchio. Lasciar cuocere il pane ancora 15-20 minuti. Testare la cottura battendo con le nocche sulla base della pagnotta: se suona cavo è cotto.
Lasciar raffreddare bene su una griglia prima di tagliarlo.
Come si può vedere dalle foto, il pane è venuto benissimo e con un'alveolatura spettacolare. La crosta è croccante, il profumo e il sapore ottimi, grazie alla lunga lievitazione che permette di migliorare notevolmente le caratteristiche organolettiche.
Sono davvero molto soddisfatta! Mi sa proprio che non abbandonerò più questa tecnica.

Guardate che buchi!
Guardate che buchi!
Questo pane comparirà anche su Yeastspotting.

30 marzo 2013

No-knead pan brioche

Con qualche anno di ritardo, sono arrivata anche io a cimentarmi con i famosi pani "no-knead", metodo inventato da Jim Lahey, proprietario della Sullivan St Bakery, e portato a conoscenza al grande pubblico grazie a un articolo di Mark Bittman sul New York Times, nel 2006.
In realtà, anni fa avevo fatto un esperimento. Ma complice l'inesperienza nella panificazione (ero alle prime armi con lieviti e farine), il risultato era stato molto deludente e avevo accantonato tutto.

Recentemente, grazie a una videoricetta del mitico Vittorio di vivalafocaccia.com, ho riscoperto questo sistema e ho deciso di ritentare. Il pane che ho sfornato è stato un successo: ben lievitato, una crosta bella croccante, ben cotto. Sembra incredibile riuscire a portare in tavola un pane di questo tipo con il minimo lavoro di impasto, quasi nullo. Dopotutto si tratta appunto di un pane "no-knead".

Dopo questa prova ben riuscita, sono capitata su un'altra ricetta, stesso sistema: il no-knead pan brioche, pubblicata da Elena di Comidademama. Potevo non provare?
E il risultato, neanche a dirlo, di nuovo al di sopra di qualsiasi aspettativa, tenendo conto che per questa brioche non serve un'impastatrice, una planetaria o un lungo impasto a mano. Pochi minuti per amalgamare gli ingredienti e poi solo la pazienza di aspettare almeno 24 ore prima di finire la formatura e cuocere il tutto.
Pazienza ripagata ampiamente dal risultato: una brioche morbidissima, sofficissima e profumata.

Brioche senza impasto
ricetta di ComidadeMama, adattata (con qualche modifica) dalla versione di Tuki, adattata a sua volta (con qualche modifica) da Five-minute bread di J. Hertzberg e Z. Francois.
Ingredienti per stampo rettangolare da plumcake lungo 30 cm:
  • 250 g di farina Manitoba 
  • 75 g di acqua tiepida 
  • 11 g di lievito fresco 
  • 50 g di zucchero o di miele liquido 
  • 2 uova a temperatura ambiente 
  • 100 g di burro, sciolto a bagnomaria e fatto raffreddare 
  • 1 pizzico di sale
per guarnire:
  • un tuorlo
  • un cucchiaio di latte
  • granella di zucchero
Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida. In una ciotola raccogliere tutti gli ingredienti, evitando di far entrare in contatto sale e lievito. Mescolare fino a ottenere un impasto omogeneo. Coprire la ciotola con una pellicola per alimenti e lasciare lievitare per 2 ore. Trasferire la ciotola coperta in frigorifero e lasciare riposare per un minimo di 24 ore fino a un massimo di 5 giorni [io l'ho lasciato in frigo 3 giorni, N.d.A.]. Estrarre l’impasto dal frigorifero, modellare la pasta a forma di treccia. Trasferire la treccia in uno stampo rettangolare da plumcake lungo 30 cm rivestito di carta da forno. Lasciare lievitare in ambiente caldo per un paio di ore.
Riscaldare il forno a 180°C.
In una ciotolina sbattere il tuorlo con il latte e spennellare la superficie della treccia. Cospargere di granella di zucchero e infornare a 180°C per 25-30 minuti, fino a raggiungere una doratura ottimale.
Questo pane comparirà anche su Yeastspotting.

12 febbraio 2013

Biscotti leggeri delle Sorelle Simili


Classici biscotti semplici da colazione. Veloci da preparare, pochi ingredienti e cottura rapida. Sono davvero leggeri grazie al bicarbonato d'ammonio. Durante la cottura l'odore di ammoniaca è inquietante, ma cuocendo evapora completamente senza lasciare nessuna traccia nei biscotti, garantito!

La ricetta è tratta dal librino delle Sorelle Simili "Pane e roba dolce".
BISCOTTI LEGGERI
  • 500 g di farina (questa volta ho usato 400 g di farina e 100 g di fioretto di mais)  
  • 150 g di zucchero
  • 100 g di burro morbido
  • 15 g di bicarbonato d'ammonio
  • 2 uova e 1 tuorlo
  • 2 cucchiai di latte
  • 1 pizzico di sale
  • chiara d'uovo e zucchero per decorare
Fate la fontana, mettete al centro lo zucchero, le uova, il tuorlo e il burro, amalgamare poi unite il bicarbonato d'ammonio stemperato nel latte e un pizzico di sale. L'impasto deve essere un poco sostenuto. Tirare delle sfoglie quadrate o rettangolari di circa 3 mm, pennellate con la chiara e spolverate con un poco di zucchero, tagliate a quadrati non troppo grandi. Cuocete in forno a 180° per 15-20 minuti: è meglio cuocerli con la cartaforno.

da Sorelle Simili, Pane e Roba dolce, Vallardi, 2003
Come ho scritto, questa volta li ho fatti con un po' di farina di mais, e secondo me si prestano a molte altre variazioni. La prossima volta proverò a usare farina di farro o di grano saraceno.

16 ottobre 2012

Pane di segale per il WBD 2012

World Bread Day 2012 - 7th edition! Bake loaf of bread on October 16 and blog about it! Settima edizione del World Bread Day. Avevo già partecipato l'anno scorso e anche questa volta sono riuscita a ricordarmi in tempo di questa bella iniziativa. Oggi ci saranno decine e decine di persone in tutto il mondo che prepareranno un pane e posteranno la ricetta sui loro blog.

In realtà, qui il pane si fa ogni 7-10 giorni e non solo in occasioni come quella di oggi. Cottura in forno a legna e rigorosamente lievito naturale. Pellegrino, il mio lievito, continua a star benone e mi permette di ottenere sempre pani deliziosi. Da quando faccio il pane in casa, non ne sprechiamo neanche una briciola perché resta buono fino all'ultima fetta. Se proprio ci dimentichiamo di un fondo di pagnotta nel sacchetto del pane e diventa troppo secco, basta tagliarlo a pezzetti per avere dei deliziosi crostini da tuffare nella minestra.

Quest'anno per il WBD ho scelto di fare una pane con la farina di segale, un pane abbastanza scuro e molto aromatico. Le farine sono tutte del Mulino Marino di Cossano Belbo. La ricetta proviene dal libro "Il pane" di Bernd Armbrust, edito da Tecniche Nuove, ricetta da me leggermente modificata eliminando totalmente il lievito di birra.
PANE di SEGALE VELOCE
da: Bernd Armbrust, Il pane, 70 ricette classiche e innovative di pani fatti in casa, Tecniche Nuove, 2011
  • 50 g sciroppo di malto
  • 300 ml acqua
  • 350 g farina di segale bianca
  • 150 g farina di frumento di tipo 2
  • 15 g sale
  • 150 g pasta madre liquida
Stemperare il lievito e il malto nell'acqua tiepida. Poi aggiungere le farine, il sale e amalgamare bene il tutto. Lavorare la pasta per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per un paio d'ore. Fare una serie di pieghe e lasciar ancora un'ora almeno (dipende dalla temperatura ambientale). Quindi piegare ancora e formare una pagnotta rotonda. Spolverare con farina e fare dei tagli a piacere con un coltello ben affilato. Mettere la pagnotta sulla teglia, coprire e lasciar lievitare di nuovo un'oretta.

Preriscaldare il forno a 240°C con una teglia con un dito d'acqua, per creare vapore. Quando è il momento della cottura del pane, togliere l'acqua dal forno e infornare la pagnotta. Cuocere 10 minuti poi abbassare la temperatura del forno a 220°C e cuocere ancora per 35 minuti circa.
Pane di segale

Il pane si conserva buono per molti giorni, semplicemente chiuso in un sacchetto di cotone.

WBD 2011: Pane di semola di grano duro

13 agosto 2012

I "Ringo" fatti in casa


Onnipresenti alle uscite del corso di alpinismo del CAI, i Ringo di Andrea. Spariscono in un attimo, il tubo passa di mano in mano e i golosi biscotti con la crema finiscono in fauci affamate da ore di cammino, arrampicate su rocce e falesie, nodi da fare e disfare, sferzati dal vento e dal sole bruciante delle alte quote. La montagna mette fame, fa bruciare calorie e ci si può concedere qualche golosità. Ogni volta Andrea li spaccia come fatti da lui. Il gioco continua con noi che facciamo finta di credergli.

Intanto un tarlo inizia a girarmi per la testa. "Ringo fatti in casa"? Perché no? Scommetto che ce la posso fare! Uguali, anzi: migliori degli originali industriali!

Avevo già addocchiato la ricetta di Luvi, il suo blog è una fonte di ricette sempre ottime e ben spiegate. Merita una visita e vi consiglio di salvare il link tra i "preferiti".

La ricetta è una modifica di quella dei biscottini di 4 tipi, già provata più volte. In questo caso l'impasto viene diviso solo in due parti, e a una metà si aggiunge il cacao. Ho steso la pasta, dopo una sosta in frigo di un paio d'ore, a 3 mm. Intanto ho fatto la crema con burro e zucchero a velo vanigliato (doppia dose rispetto a quella indicata da Luvi). Ho ottenuto 62 biscotti bianchi e 68 al cioccolato.

A sentire i commenti di famiglia e amici sono riuscita nel mio intento: super-deliziosi! E molto meglio dell'originale industriale (sorry Pavesi).

La prossima volta, che sarà molto presto mi sa, voglio provare a stendere la pasta un filo più spessa e usare un tagliabiscotti più piccolo. Invece la quantità di farcitura, inferiore a quella dei Ringo di Luvi [confrontare le foto], mi sembra ideale per rendere il biscotto goloso ma non stucchevole, almeno per i miei gusti.
RINGO fatti in casa
Ingredienti(per circa 140 biscotti)
  • 600 g farina 0 bio Mulino Marino
  • 150 g fecola di patate
  • 225 g zucchero a velo vanigliato
  • 450 g burro
  • semi di 1 bacca di vaniglia
  • 1 albume
  • un pizzico di sale
  • 45 g cacao amaro
Crema al burro per la farcitura (per ottenere 20-30 biscotti)
  • 120 g zucchero semolato vanigliato
  • 80 g burro
Con l'aiuto del Kenwood ho impastato burro e zucchero a velo, ho aggiunto i semi della bacca di vaniglia, poi un po' per volta la farina e la fecola e un pizzico di sale. Per ultimo ho aggiunto l'albume. Ho ottenuto 1,450 gr di impasto, l'ho diviso a metà e aggiunto 45 g di cacao amaro a una delle due parti.Ho messo a riposare in frigorifero avvolto in pellicola per almeno un'ora.Ho ammorbidito il burro con lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema morbida, spalmabile.Ho steso l'impasto dei biscotti a uno spessore di 3 mm e tagliato con un tagliabiscotti tondo. Ho disposto i biscotti su teglie foderate di cartaforno e cotto a forno ventilato a 170°C per 10 minuti circa. Appena sfornati li ho disposti su una griglia a raffreddare. Ho preso ciascun biscotto al cioccolato e ho spalmato, aiutandomi con una piccola spatola di plastica, un po' di crema al burro: ho abbinato un biscotto chiaro facendo una leggera pressione.Li ho poi messi in frigorifero in modo da indurire la crema.
Qui trovate la ricetta originale di Luvi.

02 maggio 2012

Chocolate Chip and Almond Biscotti


Primo maggio piovoso, freddo e umido. Quindi niente passeggiate in campagna, niente giro in bici e niente corsa. Tra l'altro sono reduce da una brutta influenza con febbre e tosse e quindi non mi pareva il caso di sfidare gli elementi col serio rischio di una ricaduta. Quindi che si fa? Ovvio: si riempie la biscottiera per la colazione!

Ultimamente sono in fase "ricette-sane-senza-grassi-o-zuccheri raffinati", cucino moltissime verdure di stagione, cereali integrali, pane con lievito naturale. Però ogni tanto, in questo stile di vita sano e attento, qualche peccato di gola ci vuole. Senza esagerare, quindi niente cibo spazzatura, ma che sia un po' più goloso, ad esempio, di una fetta di pane integrale.

Ho allora ripreso in mano uno dei libri della mitica Maida Heatter e ho rifatto una ricetta già provata anni fa: i Chocolate Chip and Almond Biscotti. Una specie di cantuccino con meno mandorle e con tanto cioccolato. Semplicissimi da fare, doppia cottura: prima dei filoncini di impasto e poi delle fette. A differenza di altre ricette americane, in questi biscotti non c'è burro e neanche tanto zucchero. E' la quantità notevole di cioccolato (che sia buono, mi raccomando!) a renderli irresistibili.

CHOCOLATE CHIP and ALMOND BISCOTTI
da: Maida Heatter, Book of Great Chocolate Desserts, Andrews McMeel Publishing, LLC, Kansas City, 2006
  • 6 oz mandorle pelate (170 g)
  • 2 cups farina (250 g circa)
  • 1/2 cucchiaino lievito per dolci
  • 1/2 cucchiaino bicarbonato di sodio
  • un pizzico di sale
  • 1 cup meno 2 cucchiai di zucchero alla vaniglia (175 g circa)
  • 12 oz cioccolato fondente (340 g)
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di whiskey o brandy
Per prima cosa tostare le mandorle a 175°C per 12-15 minuti, finché sono leggermente dorate. Poi metterle da parte a raffreddare e alzare il forno a 190°C. In una ciotola setacciare la farina con il lievito, il bicarbonato e il sale. Unire lo zucchero e mescolare. Prendere circa 1/2 cup di questa miscela e frullarla al mixer con 1/2 cup di mandorle e tritare finemente. Aggiungere la miscela frullata alla farina, insieme alle restanti mandorle intere e al cioccolato tagliato grossolanamente al coltello. A parte mescolare gli ingredienti umidi: le uova e il whiskey e unirli a quelli asciutti. Mescolare con un cucchiaio di legno finché sia tutto amalgamato (eventualmente aggiungere un cucchiaio o due di latte come ho fatto io). Dividere il composto in quattro parti uguali e con le mani bagnate formare 4 filoncini lunghi circa 22 cm. Infornare per 25 minuti. Una volta cotti, lasciarli raffreddare almeno 20 minuti prima di tagliarli. Intanto abbassare il forno a 135°C. Disporre le fette sulla teglia e mettere a asciugare nel forno per altri 25 minuti. Alla fine spegnere e lasciar raffreddare nel forno spento con lo sportello socchiuso.

18 marzo 2012

Marmellata di arance


Perché non approfittare delle belle e buone arance bio acquistate con il G.A.S. e cercare di conservare per i mesi futuri un po' del loro profumo e del loro sapore?

Per trovare la ricetta giusta, cosa c'è di meglio dei vecchi libri di Petronilla? E così, dopo una rapida ricerca negli indici, eccola: "Marmellata d'arance".

Poiché questa è la stagione delle buone arance, andate voi stesse in piazza e sceglietene 12 (o 6 se non volete troppo spendere) grosse e con la buccia pure molto grossa; e scegliete anche un limone da giardino, cioé uno di quelli che hanno grosse le dimensioni e la buccia.  
Appena a casa, lavate le arance; con una forchetta, punzecchiate, qua e là, la grossa buccia; mettetele in una pentola; copritele d'acqua fresca e lasciate la pentola scoperchiata e al fresco per 3 giornate, cambiando però ogni mattina ed ogni sera l'acqua che si farà, così sempre meno amara. Il quarto giorno pesate una pentola vuota (possibilmente di terracotta); scrivetene il peso ché, in cucina, non è mai da prudente cuoca, fidarsi della propria memoria. Una alla volta, e sopra un piatto per non perderne una sola goccia di sugo, tagliate poi le 12 (o le 6) arance; tagliatele prima a metà per il lungo, e poscia in tante fettine, quanto più vi sarà possibile tagliarle sottili; e tagliatele con la loro rispettiva buccia; toglietene tutti i semi; e versate, di mano in mano, nella pentola succo e fette. Ripesate la pentola; la differenza fra il nuovo e il peso scritto, vi darà così il peso esatto dei frutti affettati. 
Pesate, in una brocca, acqua rispondente alla metà del peso delle arance; versatela nella pentola; mettete questa a fuoco. Pesate anche lo zucchero rispondente al peso esatto delle arancie. [Qui ho fatto una modifica: ho messo solo il 70% del peso della frutta di zucchero]
Quando, da 10 minuti, bolliranno nella pentola arancie e acqua, aggiungete il (o il mezzo) limone che, durante l'attesa avrete, al pari delle arancia, finissimamente affettato. Dopo 10 minuti, aggiungente anche lo zucchero pesato; e rimestate con cucchiaio di legno e con una certa energia, fino a che l'acqua avrà ripreso il suo bollore in pieno (lo zucchero non si attaccherà, così, sul fondo della pentola). Lasciate poi bollire, ma lentamente; e tenendo la pentola solo a metà coperta con il suo coperchio; e bollire per... nientemeno che per circa 3 ore, fino a quando cioé, soffiando sopra una goccia di marmellata versata sopra ad un piatto, la vedrete scorrere assai lentamente. Togliete allora la pentola dal fuoco e lasciate intiepidire. Aggiungete 4 (o 2) bicchierini di rhum. Date un'ultima ed energica mescolata. Invasate; e... se ben sottili avrete tagliato i frutti, son certa che quando gusterete e farete gustare questa dolce-amaretta marmellata (ottima, per il caffé e latte sul pane imburrato, ed ottima anche a sostituire quella che si devono comperare per confezionare dolci e torte) - mi giungerà da voi un'altra preghiera: "Oh, Petronilla cara, dacci un altro dei tuoi suggerimenti, sì preziosi e saggi!" 
Da "Ricette di Petronilla", Edizioni Olivini, Milano, 1939

Come ho scritto tra parentesi, ho ridotto lo zucchero a 700 g per chilo di frutta. Ho anche omesso il rhum e, come faccio sempre, ho invasettato la marmellata bollente in vasi Bormioli con capsule nuove. Con 12 arance ho ottenuto 8 barattoli da 250 g e uno più piccolo da 150 g. Ne è rimasto qualche cucchiaio così abbiamo potuto assaggiarla. E' una marmellata deliziosa, profumata, dolce ma non troppo e per nulla amara. Il procedimento è lungo e la cottura pure, ma ne è valsa veramente la pena!

06 febbraio 2012

Fette biscottate con lievito madre

Si avvicina il primo compleanno di Pellegrino, il mio lievito naturale. In questi mesi grazie a lui ho sfornato kg e kg di ottimo pane e molti figli suoi sono finiti tra le mani di parenti e amiche, anche loro precipitate nel tunnel della panificazione casalinga.
Fare il pane in casa non è difficile come han cercato di farci credere. E fare il pane con lievito naturale richiede solo un minimo di esperienza e di organizzazione. Niente di impossibile e che non si possa superare con un pizzico di passione e volontà.
Il fine settimana ormai è tradizione a casa mia preparare il pane per la settimana. Sempre una ricetta diversa, prendendo ispirazione da i vari libri che ho sull'argomento "pane e lievito naturale". In biblioteca ho però anche -molti- altri libri sul pane, con ricette che prevedono l'utilizzo di lievito di birra. Era da tempo che volevo provare a metter mano a una di queste ricette per adattarla alla pasta madre, e vedere se alla fine riuscivo a ottenere un buon risultato.
Finalmente l'altro giorno ho sperimentato!

Ho scelto una ricetta del libro "Fare il pane" di Cathy Ytak. Un libro che ho usato moltissimo durante i miei primi passi in questo mondo del pane fatto in casa, ai tempi che usavo ancora esclusivamente il lievito di birra. Ricette valide e belle fotografie, uno dei miei libri preferiti. Ho deciso per un pan brioche con farina di castagne, con l'intento poi di biscottare le fette per la colazione. Calcolatrice alla mano mi son messa a misurare i vari ingredienti e la quantità di pasta madre da utilizzare. Queste le dosi finali:

BRIOCHE con FARINA di CASTAGNE e LIEVITO NATURALE

  • 80 ml latte
  • 1 cucchiaio di Rum
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • 2 tuorli
  • 285 g di farina di tipo 2 - Buratto del Mulino Marino
  • 25 g di farina di castagne
  • 80 g di lievito naturale in coltura liquida
  • 1 cucchiaino di sale
  • 60 g di burro
  • 40 g di zucchero vanigliato
  • 40 g di canditi
Ho messo tutto nella macchina del pane, prima gli ingredienti liquidi e il burro, poi gli ingredienti asciutti. Ho impostato il programma "solo impasto" e ho lasciato fare. Al termine del programma, ho fatto una prima serie di pieghe e lasciato riposare un'ora abbondante. Ho arrotolato l'impasto a formare un salsicciotto e l'ho messo in uno stampo da plum cake. L'ho lasciato tutta la notte in cucina e al mattino dopo l'ho cotto in forno caldo a 200° per una quarantina di minuti. Questa sera l'ho tagliato a fette e le ho fatte biscottare nel putagé per una decina di minuti. Il profumo è delizioso. L'impasto è cresciuto poco durante la lievitazione, temevo un flop. Invece in cottura è cresciuto bene ed ha sviluppato una fine alveolatura.

23 dicembre 2011

Biscotti di Natale

Da qualche anno fare i biscotti in casa da regalare per Natale è diventata una tradizione. Inizio molte settimane prima del periodo delle feste a sfogliare i libri di cucina, a cercare nuove ricette sui food blog, a fare prove pratiche per trovare i biscotti più adatti a diventare regali.

Infatti non tutti i biscotti si prestano a questo scopo. Il "biscotto di Natale" ideale deve essere semplice da preparare, potersi conservare bene per più giorni (e magari in realtà migliorare con diversi giorni di riposo), non deve contenere creme o farciture che renderebbero difficile il confezionamento.

Mi piace questo "lavoro" che c'è dietro ogni singolo biscotto. Lavoro di preparazione e scelta prima e poi il lavoro vero e proprio della produzione. Dosare, impastare, stendere, cuocere, far raffreddare, impacchettare... e su ogni pacchetto un bigliettino con il nome del destinatario e il tipo di biscotto. Il valore puramente economico è trascurabile, ma sono convinta che preparare biscotti sia una bella dimostrazione di amore e affetto. Vero spirito natalizio, lontano anni luce dalla fregola consumistca che porta centinaia di persone ad affollare i centri commerciali spendendo malamente la loro tredicesima in cose inutili di cui in realtà non hanno bisogno.

Quest'anno, dopo lunghe riflessioni, ho scelto di preparare Paste di Meliga, Pepparkakor e infine i mitici biscotti cioccolatosi di Tulip, (ricetta dal blog di Luvi).

Le Paste di meliga sono un classico della cucina monregalese e piemontese, c'è anche il Presidio Slow Food! Sono buone in qualsiasi momento della giornata, dalla colazione al dopo cena, accompagnate da una tazza di té o da un buon passito, per non dimenticare lo zabaione. Le ho preparate in due versioni seguendo le ricette che mi sono state regalate da due amiche: Virginia e Monica (grazie ancora!! :)). Sono leggermente diverse nelle proporzioni degli ingredienti, ma il risultato finale è molto simile e i biscotti sono deliziosi in entrambi i casi.

I biscottini speziati stile Ikea invece sono un classico del Natale e non potevano mancare. La ricetta di Sigrid (Cavoletto di Bruxelles) è semplicissima e il risultato strepitoso. Appena sfornati i biscotti sono morbidi, ma raffreddandosi asciugano completamente e diventano belli croccanti! Mille volte più buoni della versione "originale" industriale (ovviamente). Cannella e zenzero sono le spezie che preferisco e, insieme al profumo delle bucce di agrumi messe sulla stufa accesa, fanno molto atmosfera natalizia. :)

Per gli amanti del cioccolato in tutte le sue declinazioni  (leggi: il mio vice-capo), ho scelto questi stra-collaudati biscottini al cioccolato. Il procedimento è facilissimo, forse il difficile è beccare il punto giusto di cottura: se si cuociono eccessivamente si perde parte della loro magia.

Intanto oggi ho gemellato il mio lievito madre Pellegrino con il lievito preso da Monica in occasione del Pasta Madre Day. Per Natale prime prove di panificazione con questa pasta madre arricchita.

Felice Natale a tutti!

28 novembre 2011

Biscotti con i corn flakes


Ho in dispensa una mezza scatola di corn flakes, rimasugli di non so più quale ricetta provata tempo fa. Non mi piacciono più di tanto mangiati nel latte a colazione (per me: muesli forever!) e quindi mi sono messa in cerca di una ricetta per poterli finire e farli sparire.
Ho pensato subito ai biscotti stile "rose del deserto" e cercando su Google ho trovato diverse ricette che mi ispiravano.

La scelta alla fine è stata la versione di "Tzaziki a colazione", con alcune varianti. Infatti oltre all'uvetta, suggerita nella ricetta originale, ho aggiunto una manciata di cranberries secchi e una generosa quantità di granella di noci e nocciole. Con le dosi indicate ho ottenuto 77 biscotti. Risultato ottimo. I biscotti sono ben lievitati e leggeri, non troppo dolci. Appena intiepiditi sono piuttosto morbidi, sono curiosa di vedere se domani/nei prossimi giorni diventeranno più friabili e asciutti.

BISCOTTINI AI CORN FLAKES DI PAOLA, dal blog "Tzaziki a colazione"
  • 500 g farina
  • 250 g zucchero
  • 3 uova
  • 200 g burro fuso
  • 2 cucchiaini pane angeli
  • Latte q.b.
  • Pinoli, uvetta a piacere
  • Estratto di vaniglia
  • Buccia di limone grattugiata
  • Corn flakes
Amalgamare tutti gli ingredienti tranne i corn flakes. L’impasto deve risultare abbastanza morbido.Con l’aiuto di 2 cucchiaini formare delle palline e passarle nei corn flakes leggermente sminuzzati. Adagiare su carta forno ed infornare a 200 gradi circa per 10-15 minuti
Non sono -ahimé- riuscita a finire tutti i corn flakes a disposizione... pertanto prossimamente conto di provare anche questa ricetta che mi sembra estremamente interessante!
BISCOTTI MAIS & CORNFLAKES dal blog "La formula del biscotto"
  • 120 g burro temperatura ambiente
  • 200 g zucchero
  • 1 uovo
  • 40 g latte
  • 130 g farina mais fioretto
  • 440 g farina 00
  • 100 g corn flakes 
  • 1 bustina lievito
Con la frusta elettrica sbattere il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere una crema. Aggiungere l'uovo e quando è incorporato versare il latte continuando a sbattere. Aggiungere le farine, il lievito e i corn flakes sbriciolati grossolanamente e lavorare fino a ottenere un impasto liscio ma consistente. Stendere con un mattarello a circa 7 mm e ritagliare con uno stampo di circa 5 cm di diametro.Disporre i biscotti su una teglia rivestita da carta forno e cuocere a 180° per 12-15 minuti o fino a doratura. Lasciare raffreddare su una griglia.
Oppure c'è anche la ricetta per rifare in casa le Pannocchie del Mulino Bianco:
PANNOCCHIE
  • 500 g di farina 00
  • 30 g di farina di mais
  • 120 g di margarina (meglio evitare la margarina e usare tutto burro!!)
  • 30 g di burro
  • 200 g di zucchero
  • 30 g di corn flakes macinati
  • 1 uovo
  • 40 g di latte fresco
  • una bustina di lievito
  • un pizzico di sale
Lavorare la margarina con lo zucchero fino ad ottenere una crema ben montata. Aggiungere gli altri ingredienti lasciando per ultimi le farine e il lievito. Lavorare lentamente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Stendere una sfoglia alta 3 mm e tagliare i biscotti con uno stampino. Cuocere in forno a 180°C per 10/12 minuti, su una teglia precedentemente imburrata.

22 novembre 2011

Plumcake integrale

A colazione fa piacere accompagnare il té del mattino con un dolcino, ma un dolcino che non sia troppo dolce e che non faccia venire sensi di colpa. Un'ottima fonte per ricette "senza peccato" ma anzi: che fanno bene, sono i già citati libri di Marco Bianchi.

Ieri sera ho rielaborato una ricetta dal suo libro "I magnifici 20" per adattarla a cosa avevo in frigo da smaltire. In origine si trattava di un plumcake integrale al limone, io l'ho fatto diventare un plumcake integrale al farro e frutta secca.

PLUMCAKE INTEGRALE al FARRO
  • 230 g farina di farro integrale
  • 1/2 bustina di lievito
  • 170 g di malto di grano
  • 50 g olio di mais
  • 170 g yogurt greco (un vasetto)
  • latte di soia q.b.
  • frutta secca a piacere
Mescolare la farina con il lievito e un pizzico di sale. Aggiungere il malto, lo yogurt, l'olio e latte di soia quanto basta per ottenere un impasto morbido. Aggiungere frutta secca a piacere (nel mio caso 3/4 albicocche secche e 3/4 fichi secchi, tagliati a pezzetti). Cuocere in forno già caldo a 180°C per 50 minuti.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta:

Ricette di cucina

06 novembre 2011

Zucca in tutte le salse

Autunno stagione di zucche!

Adoro questo frutto, ideale sia in preparazioni salate che dolci, e nel nostro orto non mancano mai due o tre piantine. Quest'anno il raccolto è stato un po' misero: solo 3 zucche, seppur abbastanza grandi. Una è già stata utilizzata, mentre le altre due attendono al fresco il loro destino.

L'altro giorno ho ricevuto in dono una bellissima zucca della varietà "d'Albenga", gustosissima e con pochi semi, concentrati solo a un'estremità. Ho sfogliato i miei libri di cucina e ho curiosato tra i foodblog che seguo per trovare ispirazione e ricette nuove da provare.

Per prima cosa, ho fatto la "torta di zucca e cioccolato" pubblicata pochi giorni fa su "Il pasto nudo", un blog che è una garanzia :) Mi sono stampata la ricetta immediatamente dopo averla letta, perché ho capito subito che il risultato doveva essere strepitoso.
Si tratta di una torta, da me cotta in uno stampo da plumcake, piena di zucca grattugiata, arricchita con gocce di cioccolato, un po' di farina di mandorle e farina di farro integrale. Neanche una goccia di olio o burro, tuttavia il dolce rimane bello morbido e profumato. La ricetta completa la potete trovare qui sul blog di izn.

Con il resto della zucca, ho provato una vellutata speziata, ricetta dal libro "Un sano appetito" di Gordon Ramsay. In questa stagione, a casa mia, un piatto di calda minestra di verdura non manca mai a pranzo e/o a cena. Le possibilità sono infinite: verdure miste o creme mono-verdura. Con poca fatica, successo sempre assicurato, basta saper scegliere i prodotti di stagione.
ZUCCA SPEZIATA MAROCCHINA e FAGIOLI di SPAGNA
da: Gordon Ramsay, Un sano appetito, Guido Tommasi Editore, 2008
per 4 persone:
  • 750 g di zucca da cottura al netto degli scarti
  • 4 cucchiai di olio di oliva
  • 1 scalogno grande o 3 piccoli, pelato e tritato
  • 2 spicchi d'aglio, pelati è tritati
  • sale marino e pepe nero
  • 1 cucchiaino di paprika
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di cumino in polvere
  • 1 cucchiaino di curcuma in polvere
  • 500-600 ml di brodo di pollo bollente
  • 2 lattine (400 g ciascuna) di fagioli di Spagna, sciacquati e scolati
  • un mazzo di prezzemolo, tritato
  • un mazzo di coriandolo, tritato
  • 4 cucchiai di yogurt bianco o naturale, per servire
Tagliate la polpa della zucca a cubetti di circa 5 cm di lato. Scaldate metà dell'olio in un tegame grande; unite zucca, scalogno, aglio, sale e pepe. Mescolate a fuoco alto per 10 minuti finché i cubetti di zucca sono leggermente caramellati e morbidi. Unite le spezie e mescolate energicamente per un'altro paio di minuti.
Bagnate con il brodo sino a coprire la zucca. Fate bollire adagio per 10 minuti. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire. Riducete in crema con il frullatore a immersione.
Portate la crema di zucca nuovamente a ebollizione. Unite i fagioli e le erbe aromatiche tritate. Cuocete a fuoco medio per 2-3 minuti finché i fagioli sono ben caldi. Assaggiate e regolate di sale e di pepe.
Versate la zuppa nelle scodelle e guarnite ogni porzione con una cucchiaiata di yogurt. Servite con abbondante pane pita.
Nota: per una versione più leggera, usate una sola lattina di fagioli invece di due.
E' avanzato un pezzetto della zucca. E credo proprio che coglierò l'occasione per provare questa ricetta di zucca gratinata al forno pubblicata da Alex sul suo blog.

30 ottobre 2011

Scones & Marmellata

Fine settimana trascorso in cucina. Avevo in dispensa una cassetta di mele renette rugginose da smaltire. Ingrediente perfetto per provare una ricetta che da tempo era nella mia wish list: la marmellata di strudel pubblicata su Labna.it, un sito che è una miniera di informazioni e ricette della tradizione ebraica e non solo. Se non lo conoscete ancora, merita senz'altro una visita!

Intanto che le mele andavano cuocendosi a fuoco basso, ho deciso di provare per la prima volta a fare gli scones, tipici panini della tradizione inglese per la colazione. Un ibrido tra un biscotto e un pane, detta in parole povere. Vanno serviti tiepidi e generosamente spalmati di marmellata (e burro, se piace), insieme a una bella tazza di té. Sono stati una vera e propria rivelazione! Rapidissimi sa fare e veramente buoni!

Scones rustici alla cannella dal numero di ottobre 2011 di "Cucina Naturale"

per 8-10 scones:
  • 300 g farina di farro integrale
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • 250 ml di latticello
  • 30 g di burro
  • 1 cucchiaio di cannella
  • 1 uovo per spennellare
Preriscaldare il forno a 220°C. Mescolare in una ciotola la farina, lo zucchero, il sale, il bicarbonato e la cannella. Aggiungere poi il latticello e il burro fuso, mescolando rapidamente con una spatola e poi con le mani, fino ad ottenere un impasto morbido.
Trasferirlo su un piano infarinato e spianarlo fino a circa 3 cm di spessore. Con un bicchiere, tagliare dei dischi di circa 5 cm di diametro. Porre gli scones su una teglia, spennellarli con l'uovo sbattuto e cuocerli nel forno per circa 10 minuti, fino a che non diventano soffici e dorati.

Scones all'uvetta da "Il libro del Cavolo" di Sigrid Verbert
  • 500 g farina 00
  • 300 ml di latte [200 ml latticello + 100 ml di latte]
  • 160 g uvetta
  • 110 g burro
  • 2 cucchiai di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 uovo per spennellare

Mescolare la farina con il lievito, lo zucchero e il sale. Aggiungere il burro morbido a fiocchetti e, con la punta delle dita, sbriciolarli nella farina finché siano completamente assorbiti. Aggiungere l'uvetta, poi versare il latte al centro e mescolare. Lavorare rapidamente l'impasto con le mani fino a quando non sarà più colloso. Stendere l'impasto a 3 cm di spessore e, con un tagliapasta di 5 cm, ritagliare gli scones, disporli su una teglia da forno lasciando 1 o 2 mm di spazio fra ognuno, senza che si tocchino. Spennellare la superficie con l'uovo sbattuto. Infornare a 200°C per 15-20 minuti finché saranno leggermente dorati. Sfornare, staccare delicatamente gli scones e lasciarli intiepidire su una griglia. Servire tiepidi. Per una ventina di scones.

Altre ricette di scones:

18 ottobre 2011

Una Challah per Gilad

Oggi, dopo quasi 2000 giorni di prigionia, Gilad Shalit è stato liberato.

Avevo seguito la storia di questo soldato e i vari appelli e iniziative affinché si arrivasse al suo rilascio. Speravo con tutto il cuore che quel giovane dalla faccia pulita potesse presto tornare tra le braccia della sua famiglia, ma temevo che l'epilogo sarebbe stato tragico. E invece: ieri sera la notizia al TG che di lì a poche ore Gilad sarebbe stato di nuovo libero! Una splendida notizia finalmente, in mezzo alle solite -troppe- orribili notizie di cronaca e politica!

Per festeggiare questo lieto evento, ho deciso di preparare una ricetta della tradizione ebraica. Dopo aver sfogliato i miei libri sull'argomento, la scelta è caduta sulla Challah, il tradizionale pane del sabato. Non l'avevo mai fatto, ma era da tempo che desideravo provare questo morbido pane intrecciato.

La ricetta che ho seguito è sul libro "The Jewish Mama's Kitchen" di Denise Phillips.

CHALLAH

  • 1 cup acqua tiepida
  • 1 bustina di lievito di birra liofilizzato
  • 1 cucchiaino di sale
  • 4 e 1/4 cups di farina
  • 1 cucchiaio di miele
  • 2 uova
  • 1/4 cup di olio
  • 1 tuorlo d'uovo per spennellare

Mescolare tra di loro tutti gli ingredienti e impastare con cura fino ad avere un impasto liscio e setoso. Mettere in una ciotola e lasciar lievitare un paio d'ore. Riprendere l'impasto, dividerlo in 6 parti e formare con ogni pezzo un rotolino. Si può decidere di fare due challot più piccoli, ciascuno formato da tre rotolini, oppure uno grande. Mettere su una teglia e lasciar lievitare nuovamente per circa 30 minuti. Preriscaldare il forno a 200°C, spennellare il pane con il tuorlo e infornare per circa 35 minuti.

Bibliografia: Denise Phillips, The Jewish Mama's Kitchen, Spruce, 2009

Altre versioni della Challah:

16 ottobre 2011

Pane di semola di grano duro per il WBD 2011

Oggi è il 6° World Bread Day. E' la prima volta che riesco a partecipare, perché negli anni scorsi scoprivo questa giornata sempre in ritardo per poter postare...

Per l'occasione ho preparato e cotto un semplicissimo pane di semola di grano duro, una delle ricette che preferisco. Lievitazione lenta con lievito naturale in coltura liquida: il mio Pellegrino "modificato", che mi sta dando un sacco di soddisfazioni, anche in questo suo nuovo aspetto.

Il pane che si ottiene con questa ricetta è buono e profumato, molto simile al buon pane che fanno al sud Italia. Sui pani reperibili invece nelle panetterie qui in zona, stendiamo un pietoso velo... tranne rarissime eccezioni, i fornai producono pani di infima qualità a prezzi indecenti. E' anche per questo che ho iniziato a produrre in casa settimanalmente il pane per la mia famiglia. Con un minimo di organizzazione e un piacevole "lavoro" posso portare in tavola pane buono, sano (perché so bene che materie prime ho utilizzato), lievitato naturalmente e che quindi resterà buono e fragrante per più giorni. Per questi motivi, il pane fatto in casa, non finirà mai nella spazzatura!

La ricetta l'ho presa dal libro "La pasta madre" di Antonella Scialdone, adattata da me al mio lievito liquido.

PANE ALLA SEMOLA

  • 200 g di poolish da pasta madre liquida (secondo le istruzioni de "il pasto nudo")
  • 630 g di semola rimacinata di grano duro
  • 345 g di acqua
  • 15 g di sale

  • Stemperare accuratamente il lievito madre con l'acqua tiepida. Aggiungere la semola, il sale e mescolare. Passare sulla spianatoia e lavorare energicamente l'impasto per 10-15 minuti finché risulti liscio ed omogeneo. Formare una palla, coprire con pellicola trasparente e lasciar lievitare per 2 ore lontano da correnti d'aria, dopodiché sgonfiare l'impasto in modo da ottenere un rettangolo e procedere con la prima serie di pieghe, lasciar riposare per un'ora, quindi procedere con una seconda serie di pieghe, coprire con pellicola trasparente e lasciar riposare per un'altra ora.

  • Prendere l'impasto e dargli la forma di una pagnotta arrotondandolo con le mani, coprire e lasciar riposare per mezz'ora, procedere un'altra volta con l'arrotondamento e mettere la pagnotta a lievitare in un cestino tondo rivestito con un canovaccio infarinato con la chiusura rivolta verso l'alto. Coprire con pellicola trasparente e lasciar lievitare per 2-3 ore e comunque fino al raddoppio.

  • Trascorso il tempo di lievitazione, capovolgere la pagnotta su una teglia rivestita di carta da forno [io ho usato la pietra refrattaria, senza carta da forno, N.d.B.], praticare con una lametta quattro tagli al centro della pagnotta e infornare. Cuocere con il vapore in forno statico e preriscaldato a 250°C per i primi 10 minuti, poi abbassare a 200°C e continuare la cottura per altri 40 minuti. Spegnere e lasciare in forno per altri 10 minuti con lo sportello semiaperto. Sfornare e lasciar raffreddare su una griglia.
Pane di semola di grano duro

Bibliografia: Antonella Scialdone, La pasta madre, Edagricole