30 ottobre 2011

Scones & Marmellata

Fine settimana trascorso in cucina. Avevo in dispensa una cassetta di mele renette rugginose da smaltire. Ingrediente perfetto per provare una ricetta che da tempo era nella mia wish list: la marmellata di strudel pubblicata su Labna.it, un sito che è una miniera di informazioni e ricette della tradizione ebraica e non solo. Se non lo conoscete ancora, merita senz'altro una visita!

Intanto che le mele andavano cuocendosi a fuoco basso, ho deciso di provare per la prima volta a fare gli scones, tipici panini della tradizione inglese per la colazione. Un ibrido tra un biscotto e un pane, detta in parole povere. Vanno serviti tiepidi e generosamente spalmati di marmellata (e burro, se piace), insieme a una bella tazza di té. Sono stati una vera e propria rivelazione! Rapidissimi sa fare e veramente buoni!

Scones rustici alla cannella dal numero di ottobre 2011 di "Cucina Naturale"

per 8-10 scones:
  • 300 g farina di farro integrale
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • 250 ml di latticello
  • 30 g di burro
  • 1 cucchiaio di cannella
  • 1 uovo per spennellare
Preriscaldare il forno a 220°C. Mescolare in una ciotola la farina, lo zucchero, il sale, il bicarbonato e la cannella. Aggiungere poi il latticello e il burro fuso, mescolando rapidamente con una spatola e poi con le mani, fino ad ottenere un impasto morbido.
Trasferirlo su un piano infarinato e spianarlo fino a circa 3 cm di spessore. Con un bicchiere, tagliare dei dischi di circa 5 cm di diametro. Porre gli scones su una teglia, spennellarli con l'uovo sbattuto e cuocerli nel forno per circa 10 minuti, fino a che non diventano soffici e dorati.

Scones all'uvetta da "Il libro del Cavolo" di Sigrid Verbert
  • 500 g farina 00
  • 300 ml di latte [200 ml latticello + 100 ml di latte]
  • 160 g uvetta
  • 110 g burro
  • 2 cucchiai di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 uovo per spennellare

Mescolare la farina con il lievito, lo zucchero e il sale. Aggiungere il burro morbido a fiocchetti e, con la punta delle dita, sbriciolarli nella farina finché siano completamente assorbiti. Aggiungere l'uvetta, poi versare il latte al centro e mescolare. Lavorare rapidamente l'impasto con le mani fino a quando non sarà più colloso. Stendere l'impasto a 3 cm di spessore e, con un tagliapasta di 5 cm, ritagliare gli scones, disporli su una teglia da forno lasciando 1 o 2 mm di spazio fra ognuno, senza che si tocchino. Spennellare la superficie con l'uovo sbattuto. Infornare a 200°C per 15-20 minuti finché saranno leggermente dorati. Sfornare, staccare delicatamente gli scones e lasciarli intiepidire su una griglia. Servire tiepidi. Per una ventina di scones.

Altre ricette di scones:

18 ottobre 2011

Una Challah per Gilad

Oggi, dopo quasi 2000 giorni di prigionia, Gilad Shalit è stato liberato.

Avevo seguito la storia di questo soldato e i vari appelli e iniziative affinché si arrivasse al suo rilascio. Speravo con tutto il cuore che quel giovane dalla faccia pulita potesse presto tornare tra le braccia della sua famiglia, ma temevo che l'epilogo sarebbe stato tragico. E invece: ieri sera la notizia al TG che di lì a poche ore Gilad sarebbe stato di nuovo libero! Una splendida notizia finalmente, in mezzo alle solite -troppe- orribili notizie di cronaca e politica!

Per festeggiare questo lieto evento, ho deciso di preparare una ricetta della tradizione ebraica. Dopo aver sfogliato i miei libri sull'argomento, la scelta è caduta sulla Challah, il tradizionale pane del sabato. Non l'avevo mai fatto, ma era da tempo che desideravo provare questo morbido pane intrecciato.

La ricetta che ho seguito è sul libro "The Jewish Mama's Kitchen" di Denise Phillips.

CHALLAH

  • 1 cup acqua tiepida
  • 1 bustina di lievito di birra liofilizzato
  • 1 cucchiaino di sale
  • 4 e 1/4 cups di farina
  • 1 cucchiaio di miele
  • 2 uova
  • 1/4 cup di olio
  • 1 tuorlo d'uovo per spennellare

Mescolare tra di loro tutti gli ingredienti e impastare con cura fino ad avere un impasto liscio e setoso. Mettere in una ciotola e lasciar lievitare un paio d'ore. Riprendere l'impasto, dividerlo in 6 parti e formare con ogni pezzo un rotolino. Si può decidere di fare due challot più piccoli, ciascuno formato da tre rotolini, oppure uno grande. Mettere su una teglia e lasciar lievitare nuovamente per circa 30 minuti. Preriscaldare il forno a 200°C, spennellare il pane con il tuorlo e infornare per circa 35 minuti.

Bibliografia: Denise Phillips, The Jewish Mama's Kitchen, Spruce, 2009

Altre versioni della Challah:

16 ottobre 2011

Pane di semola di grano duro per il WBD 2011

Oggi è il 6° World Bread Day. E' la prima volta che riesco a partecipare, perché negli anni scorsi scoprivo questa giornata sempre in ritardo per poter postare...

Per l'occasione ho preparato e cotto un semplicissimo pane di semola di grano duro, una delle ricette che preferisco. Lievitazione lenta con lievito naturale in coltura liquida: il mio Pellegrino "modificato", che mi sta dando un sacco di soddisfazioni, anche in questo suo nuovo aspetto.

Il pane che si ottiene con questa ricetta è buono e profumato, molto simile al buon pane che fanno al sud Italia. Sui pani reperibili invece nelle panetterie qui in zona, stendiamo un pietoso velo... tranne rarissime eccezioni, i fornai producono pani di infima qualità a prezzi indecenti. E' anche per questo che ho iniziato a produrre in casa settimanalmente il pane per la mia famiglia. Con un minimo di organizzazione e un piacevole "lavoro" posso portare in tavola pane buono, sano (perché so bene che materie prime ho utilizzato), lievitato naturalmente e che quindi resterà buono e fragrante per più giorni. Per questi motivi, il pane fatto in casa, non finirà mai nella spazzatura!

La ricetta l'ho presa dal libro "La pasta madre" di Antonella Scialdone, adattata da me al mio lievito liquido.

PANE ALLA SEMOLA

  • 200 g di poolish da pasta madre liquida (secondo le istruzioni de "il pasto nudo")
  • 630 g di semola rimacinata di grano duro
  • 345 g di acqua
  • 15 g di sale

  • Stemperare accuratamente il lievito madre con l'acqua tiepida. Aggiungere la semola, il sale e mescolare. Passare sulla spianatoia e lavorare energicamente l'impasto per 10-15 minuti finché risulti liscio ed omogeneo. Formare una palla, coprire con pellicola trasparente e lasciar lievitare per 2 ore lontano da correnti d'aria, dopodiché sgonfiare l'impasto in modo da ottenere un rettangolo e procedere con la prima serie di pieghe, lasciar riposare per un'ora, quindi procedere con una seconda serie di pieghe, coprire con pellicola trasparente e lasciar riposare per un'altra ora.

  • Prendere l'impasto e dargli la forma di una pagnotta arrotondandolo con le mani, coprire e lasciar riposare per mezz'ora, procedere un'altra volta con l'arrotondamento e mettere la pagnotta a lievitare in un cestino tondo rivestito con un canovaccio infarinato con la chiusura rivolta verso l'alto. Coprire con pellicola trasparente e lasciar lievitare per 2-3 ore e comunque fino al raddoppio.

  • Trascorso il tempo di lievitazione, capovolgere la pagnotta su una teglia rivestita di carta da forno [io ho usato la pietra refrattaria, senza carta da forno, N.d.B.], praticare con una lametta quattro tagli al centro della pagnotta e infornare. Cuocere con il vapore in forno statico e preriscaldato a 250°C per i primi 10 minuti, poi abbassare a 200°C e continuare la cottura per altri 40 minuti. Spegnere e lasciare in forno per altri 10 minuti con lo sportello semiaperto. Sfornare e lasciar raffreddare su una griglia.
Pane di semola di grano duro

Bibliografia: Antonella Scialdone, La pasta madre, Edagricole

06 ottobre 2011

86-proof Chocolate Cake

In ufficio reclamavano a gran voce una delle mie torte. Qualcosa di buono da sbocconcellare la mattina insieme al caffé del distributore automatico oppure dopo la pausa mensa, così da riprendere il lavoro pomeridiano con una carica in più.

Quando voglio andare sul sicuro, cerco ispirazione sfogliando i libri di Maida Heatter. Le sue ricette sono una garanzia! E così ieri sera, alla fine ho scelto questa ricetta, dal suo libro "Book of Great Chocolate Desserts". La ricetta prevedeva l'utilizzo del Bourbon, non avendolo ho optato per il rum, variante suggerita in una nota da Maida. Ho omesso di spruzzare con altro liquore la torta ancora calda, perché mi pareva poco adatto a un dolce destinato principalmente alla colazione.

Nelle note introduttive alla ricetta, Maida definisce questa torta "moist and luscious", ed è proprio così: la pasta è umida, ricca senza però essere pesante o stucchevole.

86-PROOF CHOCOLATE CAKE
  • 5 oz di cioccolato fondente
  • 2 cups farina 00
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/4 cucchiaino di sale
  • 1/4 cup caffé liofilizzato in polvere
  • acqua bollente e acqua fredda
  • 1/2 cup di bourbon (oppure rum,Cognac, whiskey o un altro liquore a piacere)
  • 2 stick (8 oz) burro
  • 1 cucchiaino di estratto vaniglia
  • 2 cups zucchero
  • 3 uova
  • zucchero a velo

Preriscaldare il forno a 165°C. Imburrare uno stampo a ciambella da 10 cup di capacità, cospargere con pangrattato e mettere da parte.
Mettere il cioccolato a fondere a bagnomaria. Setacciare farina con il sale e il bicarbonato in una ciotola.
In un'altra ciotola sciogliere il caffé con un po' di acqua bollente, unire acqua fredda fino a raggiungere il volume di 1,5 cup. Infine unire il liquore fino a 2 cup.

Sbattere il burro a crema, unire zucchero e vaniglia e mescolare bene. Aggiungere le uova una alla volta. Unire il cioccolato fuso. Infine aggiungere la farina in 3 volte alternandola con il caffé e mescolare bene fino ad avere un composto omogeneo.
Versare nella teglia e cuocere per circa 1 ora e un quarto. Prova stecchino.

Una volta cotta, lasciare 15 minuti nello stampo e poi sformare su un piatto. A piacere spruzzare la torta con altro liquore.
Prima di servire, cospargere con zucchero a velo.

Spazzolata nel giro di poche ore tra entusiastici commenti e mugolii di piacere. ^____^

Grazie Maida! :)

P.S. Qui la stessa ricetta realizzata da Anna di Cookie Madness.

23 settembre 2011

Minestra di trippe alla monregalese

Le temperature sono drasticamente scese, soprattutto la sera e al mattino.

Autunno. Castagne, funghi, boschi che si accendono di giallo e rosso. Viene voglia di zuppe fumanti, di quelle che saziano e scaldano.

L'altro giorno al mercato ho preso dei bei porri di Cervere, in dispensa ci sono le patate del nostro orto, quindi perché non fare una bella minestra di trippe secondo la ricetta tradizionale della mia città?

ZUPPA di TRIPPE alla MONREGALESE

Ingredienti: trippa, porri, patate in uguali quantità (nel mio caso, circa 6 etti ciascuno), olio, sale, pepe.

Preparazione: sciacquare la trippa già pre-lessata dal macellaio. In una pentola far appassire i porri affettati sottili, unire la trippa e fare insaporire. Aggiungere le patate tagliate a pezzetti, coprire d'acqua e aggiustare di sale. Cuocere a fuoco lento per circa 3 ore. Macinare un po' di pepe prima di servire.

[mia variante: ho messo tutto a crudo, senza olio, in pentola a pressione e ho fatto cuocere per 40 minuti dal fischio]

17 settembre 2011

Adam's cumin noodles

Guardo poca televisione, giusto il telegiornale durante il pranzo o la cena, per sapere quello che succede nel mondo (anche se spesso forse sarebbe meglio non saperlo...). Per il resto, preferisco fare altro che stare con gli occhi su uno schermo, tanto più che la qualità media di quello che viene trasmesso di questi tempi è orribilmente e spaventosamente bassa... C'è però una serie televisiva degli anni '90 che ricordo con piacere: Northern Exposure (in Italia: "Un medico tra gli orsi"). E' stata una serie di grande successo in USA e ai tempi vinse numerosi riconoscimenti. Le storie narrate nelle varie puntate erano sempre piacevoli e accattivanti, i personaggi ben caratterizzati, battute brillanti, ironia, mai volgarità. Semplicemente una serie geniale.

Recentemente ho scoperto dell'esistenza del ricettario ispirato alla serie: "The Northern Exposure Cookbook" scritto da Ellis Weiner, pubblicato nel 1993 e non più facilmente reperibile in commercio. Frugando su ebay sono riuscita a scovare una copia usata ma in perfette condizioni e l'ho presa al volo! Ogni ricetta ha un'introduzione con aneddoti sui personaggi e le varie situazioni narrate nel corso delle 6 stagioni trasmesse in tv. Così, cucinando i piatti descritti, si ha quasi l'impressione di ritrovarsi a Cicely, nel cuore dell'Alaska! :))Oggi ho provato a fare la ricetta di Adam: i noodles al cumino, apportando alcune modifiche.

ADAM'S CUMIN NOODLES

  • 250g circa di tagliatelle cinesi
  • 2 cucchiai di olio vegetale
  • 250 g circa di petto di pollo, affettato finemente
  • 1 cucchiaio di salsa di soia1 cucchiaio di olio di sesamo
  • 2 cucchiaini di cumino macinato
  • 100 ml circa di brodo di pollo
  • 2 cipollotti affettati

  • Far cuocere le tagliatelle seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, scolarli e passarli sotto l'acqua fredda. In una padella (o in un wok, ancora meglio), scaldare i due oli, saltare il pollo sempre mescolando, poi unire cipollotti e tutto il resto, tagliatelle comprese. Far insaporire bene e aggiustare di sale. Servire subito.
Buoni. E' la prima volta che assaggio e uso il cumino ed è una piacevole scoperta. Queste tagliatelle sono speziate senza essere però stucchevoli. Veramente una ricetta particolare e interessante. Beh, dopotutto Adam era famoso per essere un esperto di buona cucina! :)

06 settembre 2011

Giro del Marguareis

Finalmente qualche giorno di vacanza, anche se poco riposante in realtà: tre giorni su e giù per le montagne, nonostante le previsioni meteorologiche non proprio ottimali.

1° giorno: Pian Marchisa (1624 m s.l.m.) - Rifugio Don Barbera (2070 m s.l.m.)
Lasciamo le macchine all'inizio di Pian Marchisa e da lì ci mettiamo in cammino. Brevissima sosta al Rifugio Mondovì per far scorta d'acqua e poi via, verso il lago Biecai (completamente asciutto in questo periodo dell'anno). Proseguiamo la salita fino a raggiungere il lago Ratavuloira e infine il Colle del Pas (2340 m s.l.m.). Piccola pausa-spuntino con i mini sandwich preparati da me con il burro di noccioline Jif (arrivato direttamente dagli States, grazie Maria & George!) e marmellata di fragole dell'orto. I miei compagni di escursione non avevano mai assaggiato questo "classico" americano ed è piaciuto a tutti. Lo snack ideale per avere una bella carica di energia.
[PBJ sandwich: Pane a cassetta semi-integrale (fatto con la MdP), una fetta generosamente spalmata di burro di noccioline Jif extra crunchy e l'altra fetta con la marmellata.]
Ripartiamo rinfrancati dalla sosta e arriviamo al Rifugio Don Barbera dopo circa 4 ore complessive di cammino, giusti giusti per l'ora di cena.

2^ giorno: Rifugio Don Barbera (2070 m s.l.m.) - Punta Marguareis (2651 m s.l.m.) - Rifugio Garelli (1965 m s.l.m.)
Lasciamo di buon'ora il Rifugio e ci incamminiamo per la via diretta al Marguareis, la cima più alta delle Alpi Liguri. Il tempo è bello e c'è un bel sole. Riusciamo a conquistare la vetta in poco più di un'ora e mezza e ci godiamo lo splendido panorama mozzafiato. Non perdiamo troppo tempo perché all'orizzonte ci sono già delle nubi e preferiamo riprendere il nostro cammino visto che ci attende un lungo tratto senza sentiero, se sale la nebbia rischiamo di perderci.

Ancora una puntatina sulla Cima dell'Armusso e poi giù, in cerca della strada verso il Passo del Duca. Però, dopo aver superato il Castello delle Aquile, ecco salire la temuta nebbia, che ci costringe a allungare l'itinerario onde evitare di smarrirci... Decidiamo perciò di far tappa alla Capanna Morgantini, dove ci fermiamo per un veloce pranzo al sacco, e da lì prendere il sentiero ben segnalato per il Passo del Duca. Inizia a piovere sempre più forte, un vero e proprio temporale con tanto di tuoni inquietanti. Provvidenziale al Gias delle Ortiche la casetta di un margaro che ci ospita in attesa che la buriana passi oltre. Intanto si fanno due parole, e ci racconta che anche lui è già stato visitato più volte dai lupi, rimettendoci due vitelli.
Arrivati al Passo del Duca, scendiamo fino in fondo al Vallone del Marguareias per poi risalire al Rifugio Garelli, nostra meta. Totale: 10 ore di cammino...

3^ giorno: Rifugio Garelli 1965 m s.l.m.) - Rifugio Mondovì (1761 m s.l.m.)
La pioggia, fine fine ma incessante, ci costringe a prendere la via più breve di collegamento tra i due rifugi. Neanche due ore di cammino e siamo all'asciutto in un affollato rifugio Mondovì. Avevamo una mezza idea di passare dalla cima delle Saline, ma le condizioni meteorologiche ci hanno fatto preferire la strada più breve.
Un meritato pranzo a base di polenta con 4salse: con fonduta di formaggio, con salsa di porri, con spezzatino di capriolo e con sugo pomodoro & salsiccia. E per finire una bella fettona di crostata con lamponi profumatissimi. La cucina di Mariolino è sempre una garanzia! :)

28 agosto 2011

Crostata di farro

Questa ricetta è tratta dall'interessantissimo libro "Le ricette dei magnifici 20" di Marco Bianchi.
Marco è ricercatore di oncologia molecolare a Milano, presso la fondazione IFOM - Istituto FIRC (Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), ed è riuscito a coniugare le sue conoscenze scientifiche con la passione per la buona cucina. I risultati sono stati pubblicati su due libri, "I magnifici 20" e "Le ricette dei magnifici 20", ricchissimi di informazioni e di ricette non solo deliziose ma che ci permettono di farci del bene e di mantenerci in salute.
Sto provando tutte le sue ricette almeno una volta, e i risultati sono sempre ottimi, apprezzati anche dal mio babbo che è solitamente diffidente verso la cucina in versione "salutistica". In realtà mangiar sano non significa rinunciare al gusto e al piacere per il buon cibo, non si tratta di "bistecchine ai ferri e verdure scondite"! Anzi! Basta solo cambiare qualche cattiva abitudine, abbandonare certi tipi di alimenti (pochi) e scoprire tutto un mondo di alimenti che si prendono cura di noi, basta conoscerli e iniziare a usarli nella nostra cucina quotidiana!
CROSTATA di FARRO
  • 150 g di farina di farro [integrale]
  • 50 g di farina fioretto di mais
  • 50 g di farina di riso
  • 1 pizzico di sale
  • 80 g di zucchero integrale di canna
  • 50 g malto di riso [io avevo quello di mais]
  • 60 g olio di mais
  • 30 g farina di mandorle
  • 1 limone grattugiato
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • succo di mela (pochi cucchiai)
  • marmellata a piacere
Lavorate tutti gli ingredienti e impastateli fino a formare una palla. Attenzione al succo di mela: mi raccomando, aggiungetelo poco alla volta perché se l'impasto risultasse troppo morbido dovrete rimediare aggiungendo altra farina. Riponete la palla in frigorifero per mezz'ora, al termine della quale potrete tirarla con il mattarello a 1 cm di spessore. Stendetela nella teglia foderata con carta da forno. Bucherellate con i rebbi di una forchetta e farcitela con marmellata (tanta se vi piace ricca, pochi cucchiai se ne desiderate solo un velo). Infornate e cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 30-45 minuti.
Questa crostata l'ho già fatta molte volte ed è veramente superlativa. Questa volta l'ho farcita con marmellata di susine (dell'orto) fatta in casa senza zucchero e addensata con agar-agar. Marmellata "esperimento" che finora mi aveva un po' deluso: è poco dolce -ovviamente-, sembra semplicemente frutta cotta solida, e sulle fette biscottate a colazione non è propriamente esaltante... invece sistemata sulla frolla di una crostata è ottima!
Bibliografia: Marco Bianchi, I magnifici 20, Ponte Alle Grazie, Milano, 2010
Marco Bianchi, Le ricette dei magnifici 20, Ponte Alle Grazie, Milano, 2011


Con questa ricetta partecipo al contest sul farro:

25 agosto 2011

Biscotti da famiglia

Era da qualche giorno che volevo provare questa ricetta del mitico Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana moderna. Il suo libro, "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", pubblicato per la prima volta nel 1891, è una pietra miliare della cultura gastronomica nazionale e ancora oggi è facilmente reperibile in libreria viste le innumerevoli ristampe e riedizioni.

572 - BISCOTTI DA FAMIGLIA

Sono biscotti di poca spesa, facili a farsi e non privi di qualche merito perché posson servire sia pel the sia per qualunque altro liquido, inzuppandosi a maraviglia.

Farina, grammi 250. Burro, grammi 50. Zucchero a velo, grammi 50. Ammoniaca in polvere, grammi 5. Una presa di sale. Odore di vainiglia con zucchero vanigliato. Latte tiepido, un decilitro circa.

Fate una buca nel monte della farina, poneteci gl'ingredienti suddetti meno il latte, del quale vi servirete per intridere questa pasta, che deve riuscir morbida e deve essere dimenata molto onde si affini; poi tiratene una sfoglia grossa uno scudo, spolverizzandola di farina, se occorre, e per ultimo passateci sopra il mattarello rigato, oppure servitevi della grattugia o di una forchetta per farle qualche ornamento. Dopo tagliate i biscotti nella forma che più vi piace, se non volete farne delle strisce lunghe poco più di un dito e larghe due centimetri come fo io. Collocateli senz'altro in una teglia di rame e cuoceteli al forno o al forno da campagna.
Confermo quello che scrive Pellegrino: sono biscotti facilissimi da preparare, con pochi ingredienti e veramente leggeri (merito dell'ammoniaca!).

20 agosto 2011

Panificare d'estate

Da qualche mese curo con amore un lievito madre, regalo graditissimo di una cara amica genovese. Il pezzetto di lievito, da me battezzato Pellegrino, da quel giorno vive nella mia cucina. Ha già molti figli in giro, pezzettini regalati a altre amiche e parenti, tutte finite come me nel tunnel della panificazione casalinga. Panificare con il lievito madre è entusiasmante, non è difficile ma ci vuole un po' di pazienza per i lunghi tempi di lievitazione. E fare il pane diventa quasi una necessità per smaltire il lievito in eccesso dopo ogni rinfresco.

La "fatica" viene comunque abbondantemente ripagata dalla soddisfazione di vedere nascere dalle proprie mani prodotti ottimi, pani sani e buoni che si conserveranno per giorni semplicemente avvolti in un asciugamano da cucina.

E così anche in questi ultimi due giorni, nonostante le temperature torride [ma quanto caldo fa??!!] ho acceso il forno... che poi, a essere sincera, i 30°C di temperatura ambientale diventano quasi gradevoli dopo aver trafficato con i 200°C necessari per la cottura delle mie creazioni.

Comunque, presa da delirio panificatorio ho sfornato una bella dose di crackers con lievito naturale (ricetta delle mitiche Sorelle Simili), un pane a cassetta con farina di grano saraceno, una bella pagnottona semi-integrale con semi misti e, già che c'era il forno acceso, anche dei biscotti con la farina di carrube per colazione.

18 agosto 2011

Jungle Drums

Jungle Drums di Emiliana Torrini

Hey, I'm in love,
My fingers keep on clicking to the beating of my heart.
Hey, I can't stop my feet,
Ebony and ivory and dancing in the street.
Hey, it's because of you,
The world is in a crazy, hazy hue.

My heart is beating like a jungle drum

Man, you got me burning,
I'm the moment between the striking and the fire.
Hey, read my lips,
Cause all they say is kiss, kiss, kiss.
No, it'll never stop,
My hands are in the air, yes I'm in love.

My heart is beating like a jungle drum

My heart is beating like a jungle drum

Questa canzone è la colonna sonora di un divertente spot turistico sull'Islanda, da vedere:


Inspired by Iceland Video from Inspired By Iceland on Vimeo.

17 agosto 2011

Banana Loaf

I "banana bread", le torte alla banana molto popolari oltreoceano, mi piacciono moltissimo. Non penso ci sia niente di meglio a colazione per iniziare la giornata o per lo spuntino durante un'escursione in montagna. Tra i libri nella mia biblioteca di cucina ne ho decine di versioni, e cercando sulla rete se ne possono trovare a centinaia: con farine bianche o integrali, arricchiti con frutta secca o altra frutta fresca, ipercalorici o dietetici.

Era da qualche giorno che mi curavo tre banane per far sì che diventassero belle mature, condizione indispensabile per poterle trasformare in una torta ben profumata. Questa sera ho deciso che era giunta la loro ora e ho scelto la ricetta del "Banana Loaf" di Stefano Arturi, pubblicata nel suo libro "Pausa pranzo", una vera miniera di ricette facili, veloci e deliziose!

BANANA LOAF

da: Stefano Arturi, Pausa pranzo, Guido Tommasi Editore

Ingredienti:

  • 200 g di farina lievitante
  • 50 g di farina di polenta [ho usato un fioretto integrale di mais]
  • 120 g di zucchero di canna
  • 150 g di burro
  • 1 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia
  • il succo e la scorza grattugiata di un limone
  • sale
  • 2 uova
  • 400-500 g di banane [non le ho pesate, ne ho usate 3 medie]
  • una manciata di uvetta
  • 100 g di mandorle o noci o nocciole tostate [io ho messo le noci]

  • Scaldate il forno a 180°. Mettete nel robot le farine, lo zucchero, il burro, la vaniglia, il succo e la scorza del limone, un pizzico di sale e le uova. Azionate fino a ottenere un composto morbido e senza grumi. Aggiungete le banane e azionate fino a che il composto è omogeneo. Aggiungete l'uvetta rivenuta e la frutta secca. Azionate giusto per incorporare. Versate il composto in uno stampo da plumcake di 20-22 cm, imburrato e infarinato [io ho messo la carta forno e via] (o una tortiera di 18-20 cm). Cuocete per un'ora. Abbassate a 150° e cuocete per altri 20-30 minuti. Fate raffreddare nello stampo. E' nettamente migliore il giorno dopo. Si può anche surgelare.

Il profumo è divino. Domani la colazione sarà una festa! :)

29 luglio 2011

Had I not seen the Sun
I could have borne the shade
But light a newer wilderness
my wilderness has made.
(E. Dickinson)

07 gennaio 2011

"A pure life experience"

Spot promozionale prodotto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.


20 novembre 2010

I vantaggi dell'imparare una nuova lingua...

O forse sarebbe più corretto definirli "svantaggi".

Il fatto è che sto studiando da autodidatta il tedesco. Ero totalmente ignorante per quel che riguarda questa lingua ed era da tempo che desideravo colmare questa lacuna. Soprattutto perché, allevando una razza canina svizzera, mi capita spesso di andare oltre confine in zone dove parlano -e capiscono- esclusivamente tedesco, quindi neanche l'inglese può aiutare. Anche solo andare a mangiare al ristorante diventava un gioco d'azzardo, senza poter sapere cosa si era ordinato finché non arrivava il piatto (però mi è sempre andata bene, mai sgradevoli sorprese).

Per un caso fortuito sono venuta a conoscenza della casa editrice Assimil e ho subito acquistato il corso di tedesco, libro e cd. Basta essere costanti nello studio, così come richiesto dal metodo, e i risultati non tardano ad arrivare. Ero scettica ma mi sono dovuta ricredere! Funziona davvero!

Uno dei risultati di questo mio studio è che si sono aperte le porte della rete germanofona che prima erano per me off limits! D'accordo che ci può sempre arrangiare con il traduttore di Google, ma saprete tutti che i traduttori on line hanno i loro -notevoli- limiti.

Così, un giorno, saltabeccando un po' qui e un po' lì in cerca di una yogurtiera da un litro senza i vasetti singoli, sono finita sul sito My.Yo. Una yogurtiera geniale, che non necessita di corrente elettrica! Basta mettere acqua bollente all'interno, sistemare il latte con i fermenti nel contenitore più piccolo interno, chiudere tutto e dimenticarsela per 10-12 ore. Ovviamente ordinata subito e in tre giorni mi è arrivata direttamente a casa (cioé ieri).

Il primo esperimento, con latte di soia, è stato un successo e sono riuscita a produrre un litro di yogurt cremoso e per niente acido. E più fresco di così! Con lo yogurt fatto in casa è davvero possibile assumere tutti quei simpatici fermenti vivi tanto decantati dalle pubblicità dei prodotti industriali! Possiamo dire lo stesso dello yogurt del supermercato?

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento della produzione casalinga di yogurt, segnalo il blog "Buono e semplice, come il pane", ricchissimo di informazioni utili.

22 agosto 2010

I biscotti del drago

Vagando per la blogosfera, sono capitata su questo carinissimo blog e ho letto della simpatica iniziativa per il quarantesimo compleanno del mitico "Manuale di Nonna Papera". Questo mi ha fatto tornare in mente che anche io ce l'ho! E' stato probabilmente il mio primo libro di ricette e ricordo che passai ore e ore a leggerlo e rileggerlo. E infatti la mia copia presenta notevoli segni di usura, con il dorso consumato e parecchie macchie qui e là... anche se l'iniziativa "Le ricette di Nonna Papera: 40 anni dopo" è già conclusa, mi ha fatto venir voglia di riprendere in mano il manuale e provare di nuovo le ricette contenute.

Questa sera è la volta dei biscotti del drago, profumatissimi dolcini al miele e cannella.

I BISCOTTI DEL DRAGO

Che cosa occorre:
200 g di farina bianca; 120 g di burro; 100 g di miele; 1 uovo; 1 cucchiaino di lievito; 1 bel pizzico di cannella in polvere.
Come si procede:
In una zuppiera mettere il burro, che sia stato tolto dal frigo almeno da un’ora e battetelo fino a renderlo cremoso e soffice. Amalgamatevi pian piano il miele, poi l’uovo che avrete intanto sbattuto a parte e la farina con il lievito e la cannella. L’impasto apparirà molto compatto tanto che farete fatica a muovere il cucchiaio. Non spaventatevi e non disarmate. Quando avrete una specie di palla soda e rigonfia, toglietene un pizzico e sagomatelo con le mani, tanti pizzichi tante sagome rozzamente quadrate o rettangolari e altrettanti biscotti del drago che farete cuocere in forno caldo per 15-20 minuti e servite ben freddi!

31 luglio 2010

Yogurt al muesli

Yogurt e muesli è la mia colazione preferita. Fresco, saziante e fonte di energie per tutta la mattina di lavoro. Perché non provare a preparare uno yogurt con il muesli già al suo interno? :)

Yogurt al muesli
  • 1 litro di latte intero biologico
  • 1 bustina di fermenti per yogurt
  • 14 cucchiai di muesli

Procedimento:

  1. Mescolare bene il latte con i fermenti o con lo yogurt starter.
  2. Versare 2 cucchiai di muesli sul fondo di ogni vasetto.
  3. Mettere in yogurtiera per 10 ore.
  4. Trascorse le 10 ore, tappare i vasetti e lasciare in frigo almeno 4 ore prima di assaggiare.

19 luglio 2010

Yogurt al miele

Dopo una lunga pausa, ho ripreso a preparare lo yogurt in casa con la mia yogurtiera Girmi. Produrre lo yogurt in casa è facile, divertente e permette pure di risparmiare! Inoltre è possibile creare yogurt bianchi o aromatizzati secondo il proprio gusto. Basta una semplice ricerca su Google e si possono trovare tantissime idee per realizzare yogurt originali e deliziosi!

Questa volta, per assecondare il mio "honey-mood" di questi ultimi tempo, ho seguito quasi fedelmente questa ricetta: un semplicissimo yogurt bianco con un cucchiaio di miele sul fondo del vasetto. Come starter: una bustina di fermenti Alsa acquistati in Francia. Ecco la ricetta per preparare 7 vasetti:

Yogurt al miele

  • 1 litro di latte intero o parzialmente scremato UHT preferibilmente biologico
  • 1 bustina di fermenti per yogurt (oppure 1 cucchiaino di yogurt)
  • 7 cucchiai di miele (ho usato un millefiori di montagna della Valle Maira)

Procedimento:

  1. Mescolare bene il latte con i fermenti o con lo yogurt starter.
  2. Versare il cucchiaio di miele in ogni vasetto.
  3. Mettere in yogurtiera per 10 ore.
  4. Trascorse le 10 ore, tappare i vasetti e lasciare in frigo almeno 4 ore prima di assaggiare.

Variante: eventualmente si può mescolare il miele al latte e versare il tutto nei vasetti.

Questa volta, avevo solo del latte parzialmente scremato, ma nonostante questo lo yogurt è venuto bello compatto da come si può vedere in foto. Grande soddisfazione! ^___^

22 giugno 2010

[La festa del Cavolo!] Torta con polenta e mirtilli

Seguo regolarmente da molto tempo il blog "Il Cavoletto di Bruxelles" di Sigrid Verbert. Questo blog è una miniera di ricette, di informazioni su luoghi, ristoranti e cibi.

Spessissimo ho cucinato le ricette pubblicate (e sempre con ottimi risultati), ho consigliato a amici & parenti di consultare a loro volta questo blog, ho viaggiato con in tasca pagine del blog -stampate in casa- con i consigli su dove mangiare (come per esempio durante il mio recente viaggio a Roma ).

In poche parole, se è "made by Cavoletto" è una garanzia!! :)

Un anno fa Sigrid ha pubblicato un libro. Libro che non ho esitato ad acquistare, direttamente dall'editore, Cibele di Fossano. "Il Libro del Cavolo", una raccolta di ricette, immagini e racconti. Un libro di ricette come piace a me, preparazioni semplici ma d'effetto, con belle fotografie e un'introduzione per ogni ricetta, dove Sigrid racconta la storia del piatto.

Adesso per festeggiare il primo anno dall'uscita di questo libro, Sigrid ha indetto un concorso: basta cucinare una ricetta del libro, pubblicare il tutto sul proprio blog e sperare di vincere uno dei bellissimi premi in palio. "La festa del Cavolo" per festeggiare il primo anno di vita de "Il libro del Cavolo"! Potevo non partecipare? Certo che no! :)

Ho scelto un dolce, la "torta con polenta e lamponi", cogliendo l'occasione per condividere poi il risultato con alcuni cari amici.

Torta con polenta e lamponi

dal libro Il Libro del Cavolo di Sigrid Verbert, Cibele Edizioni, Fossano (CN)

  • lamponi freschi 400 g
  • burro 225 g

  • zucchero 225 g
  • farina di mais per polenta (non precotta!) 175 g
  • uova 4
  • farina bianca 60 g
  • limone 1
  • lievito per dolci 1 cucchiaino
  • estratto naturale di vaniglia 1 cucchiaino

Sbattere il burro morbido con lo zucchero. Aggiungere le uova, una per volta, poi l'estratto di vaniglia, la buccia grattata del limone, poi la farina di mais e quella di grano. Incorporare infine, delicatamente, 150 g di lamponi e versare il tutto in una teglia di 21 cm di diametro. Cuocere a 190°C per 40 minuti. Lasciar raffreddare e servire con il resto dei lamponi freschi. Per 8.

Come si può vedere dalle foto allegate, ho fatto alcune modifiche alla ricetta originale: la mia è una torta con polenta e mirtilli. I lamponi del mio orto non sono ancora maturi, quindi li ho sostituiti con mirtilli giganti, sempre home made. Le uova sono delle mie galline, nel pollaio sotto casa. Le farine, bianca e di mais, sono biologiche del mulino Bongiovanni di Pogliola-Mondovì. Il limone della mia pianta (in vaso). Per ammorbidire un pochino l'impasto, ho aggiunto anche 3 cucchiai di yogurt magro bio ai mirtilli Cascina Bianca, prodotto a Cervasca. Quindi alla fine una "torta polenta e mirtilli" tutta della provincia granda a km 0!

[Ok, la vaniglia non è locale, ma del Madagascar. :P ]

Ovviamente è stato successo strepitoso!

Grazie Sigrid! :)

Torta polenta e mirtilli

12 febbraio 2010

Leggere, leggere, leggere!

Un'amica mi ha segnalato questa bella iniziativa.
Prendere un libro, un libro che ci è piaciuto, un libro che abbiamo amato, e regalarlo - il 26 marzo - a uno sconosciuto. Per dimostrare che la cultura può sconfiggere l'ignoranza. Per dimostrare che "le più grandi idee sono le più semplici".
Leggere, leggere, leggere!
Io il libro da regalare il 26 marzo l'ho già acquistato. E voi? :)