Quest'anno che è tutto cintato (per poter lasciare le capre libere di girare in lungo e in largo) ci sono molti più funghi. Chissà come mai...
30 settembre 2006
Autunno
Quest'anno che è tutto cintato (per poter lasciare le capre libere di girare in lungo e in largo) ci sono molti più funghi. Chissà come mai...
26 settembre 2006
24 settembre 2006
Nuovo template
Oggi ho finalmente cambiato template.
Era da un po' che cercavo qualcosa di carino per rinnovare l'aspetto del mio blog. Ero stufa di fiocchi di neve (anche se Frost era una template molto carino, IMHO)
Alla fine ho deciso di provare con questo qui. Semplice e essenziale. E anche i colori sono gradevoli e non fanno venir male agli occhi.
Non sono del tutto convinta però. Mi piacerebbe avere i testi giustificati, ma non sono riuscita a trovare il modo di farlo (temo che non sia possibile).
Mah.
* Aggiornamento del 25/09/2006
Ho deciso di cambiare di nuovo. Per ora c'è questo qui. Poi si vedrà.
Era da un po' che cercavo qualcosa di carino per rinnovare l'aspetto del mio blog. Ero stufa di fiocchi di neve (anche se Frost era una template molto carino, IMHO)
Alla fine ho deciso di provare con questo qui. Semplice e essenziale. E anche i colori sono gradevoli e non fanno venir male agli occhi.
Non sono del tutto convinta però. Mi piacerebbe avere i testi giustificati, ma non sono riuscita a trovare il modo di farlo (temo che non sia possibile).
Mah.
* Aggiornamento del 25/09/2006
Ho deciso di cambiare di nuovo. Per ora c'è questo qui. Poi si vedrà.
Ricamino veloce veloce
Ricamino facile, ci ho messo meno di due ore pur buttando un occhio di tanto in tanto alla tv. Lo schema l'ho preso da un vecchio numero de "I capolavori del punto croce".
21 settembre 2006
Raccolto
Ecco il mio raccolto di zucche. Quest'anno ho scelto di coltivare la varietà Rouge Vif d'Étampes, un'antica varietà francese. Come al solito, sono rimaste un po' piccole, colpa della terra cattiva del mio orto e della siccità di quest'anno.
Una l'ho già fatta andare la scorsa settimana: minestra di riso e zucca, seguendo la ricetta di Petronilla.
Una l'ho già fatta andare la scorsa settimana: minestra di riso e zucca, seguendo la ricetta di Petronilla.
13 settembre 2006
Maledizione
Tu, lurido morto di fame, pezzente senza un minimo di dignità, essere immondo con il quoziente intellettivo inferiore a quello di un'oloturia, tu che mi hai rubato l'antenna della radio della macchina...
Ti auguro con tutto il cuore che ti venga un'enterite inguaribile e incurabile e che il mal di stomaco e la dissenteria ti accompagnino fino all'ultimo giorno della tua, spero lunga, vita.
Scusate neh, ma quando ci vuole ci vuole. :o(
Ti auguro con tutto il cuore che ti venga un'enterite inguaribile e incurabile e che il mal di stomaco e la dissenteria ti accompagnino fino all'ultimo giorno della tua, spero lunga, vita.
Scusate neh, ma quando ci vuole ci vuole. :o(
23 agosto 2006
Non c'è problema...
Ho tutto il tempo, la pazienza e la voglia di sedermi lungo l'argine di quel fiume in cui, prima o poi, vedrò transitare il tuo cadavere, mio caro.
[cit. billo, letto sul suo blog, mi ci sono ritrovata e ho deciso di metterlo anche qui]
[cit. billo, letto sul suo blog, mi ci sono ritrovata e ho deciso di metterlo anche qui]
16 agosto 2006
Monte Faraut (3046 m s.l.m.)
Ferragosto trascorso sui monti con alcuni colleghi.
Siamo saliti fino a circa 2000 metri con la macchina il lunedì pomeriggio. Abbiamo poi trovato un buon posticino dove pernottare e abbiamo montato le tende.
Era la prima volta che dormivo in tenda, benché la mia tenda abbia i suoi anni non mi era mai capitata l'occasione di usarla.
Esperienza interessante. Sarebbe stata anche piacevole se non fosse stato per il freddo insopportabile, il materassino trooooppppo sottile -povera la mia schiena!- e gli inquietanti fruscii del vento che per tutta la notte mi hanno fatto compagnia. Però, lo ammetto, c'è di peggio. E tribolando si imparano ad apprezzare le piccole cose quotidiane a cui non si fa più caso, tipo un letto comodo con un bel materasso morbido in una stanza chiusa al riparo dalle correnti d'aria fredda.
A parte tutto, è stata una bella esperienza: era da anni che non avevo occasione di potermi fermare a contemplare le stelle senza l'inquinamento luminoso della civiltà. Il cielo era tutto tempestato di stelle e stelline! Non se ne vedono così tante dalla città. Ho anche visto diverse stelle cadenti! Uno spettacolo! :o)
Il giorno dopo, freschi -sicuramente: 4°C!!!- e riposati (???!), ci siamo messi in marcia per raggiungere il Monte Faraut. Un tratto l'abbiamo percorso in auto. Non per pigrizia, ma perché c'erano i bimbi di alcuni colleghi e quindi abbiamo cercato di rendere più semplice l'escursione.
Alla fine abbiamo messo le gambe in spalla dai 2400 metri o poco più. La salita è stata una passeggiata. Si arriva fino ai 3046 metri senza dover passare in punti pericolosi o impegnativi. Anche il passaggio su pietraia è decisamente agevole e senza particolari difficoltà. La vista una volta in vetta è davvero bella.
Sulla via del ritorno abbiamo anche incontrato un Gipeto! Ha fatto un paio di giri a bassa quota sopra di noi. Talmente bello che son rimasta incantata e quando mi son decisa di mettere mano alla macchina fotografica, 'sto fetente era già abbastanza lontano...
Per pranzo eravamo di nuovo dalle tende.
E dopo pranzo ho dovuto subire la lettura delle carte fattami dal malgaro della zona... Mi hanno praticamente obbligata e poi tutti a farsi delle gran risate man mano che la mia vita passata e futura veniva fuori in mezzo a quelle carte.
[Inizio a temere che i colleghi mi invitino a queste gite sui monti solo per prendersi gioco di me ad ogni occasione... >:o> ]
Mah. Sul passato ci ha preso abbastanza [ma IMHO era stato imbeccato ad hoc la sera prima]. Il futuro un po' incerto. Speriamo solo che l'interpretazione fatta dal malgaro e dai presenti non sia quella giusta... argh! :o\
O povera me! :D
Siamo saliti fino a circa 2000 metri con la macchina il lunedì pomeriggio. Abbiamo poi trovato un buon posticino dove pernottare e abbiamo montato le tende.
Era la prima volta che dormivo in tenda, benché la mia tenda abbia i suoi anni non mi era mai capitata l'occasione di usarla.
Esperienza interessante. Sarebbe stata anche piacevole se non fosse stato per il freddo insopportabile, il materassino trooooppppo sottile -povera la mia schiena!- e gli inquietanti fruscii del vento che per tutta la notte mi hanno fatto compagnia. Però, lo ammetto, c'è di peggio. E tribolando si imparano ad apprezzare le piccole cose quotidiane a cui non si fa più caso, tipo un letto comodo con un bel materasso morbido in una stanza chiusa al riparo dalle correnti d'aria fredda.
A parte tutto, è stata una bella esperienza: era da anni che non avevo occasione di potermi fermare a contemplare le stelle senza l'inquinamento luminoso della civiltà. Il cielo era tutto tempestato di stelle e stelline! Non se ne vedono così tante dalla città. Ho anche visto diverse stelle cadenti! Uno spettacolo! :o)
Il giorno dopo, freschi -sicuramente: 4°C!!!- e riposati (???!), ci siamo messi in marcia per raggiungere il Monte Faraut. Un tratto l'abbiamo percorso in auto. Non per pigrizia, ma perché c'erano i bimbi di alcuni colleghi e quindi abbiamo cercato di rendere più semplice l'escursione.
Alla fine abbiamo messo le gambe in spalla dai 2400 metri o poco più. La salita è stata una passeggiata. Si arriva fino ai 3046 metri senza dover passare in punti pericolosi o impegnativi. Anche il passaggio su pietraia è decisamente agevole e senza particolari difficoltà. La vista una volta in vetta è davvero bella.
Sulla via del ritorno abbiamo anche incontrato un Gipeto! Ha fatto un paio di giri a bassa quota sopra di noi. Talmente bello che son rimasta incantata e quando mi son decisa di mettere mano alla macchina fotografica, 'sto fetente era già abbastanza lontano...
Per pranzo eravamo di nuovo dalle tende.
E dopo pranzo ho dovuto subire la lettura delle carte fattami dal malgaro della zona... Mi hanno praticamente obbligata e poi tutti a farsi delle gran risate man mano che la mia vita passata e futura veniva fuori in mezzo a quelle carte.
[Inizio a temere che i colleghi mi invitino a queste gite sui monti solo per prendersi gioco di me ad ogni occasione... >:o> ]
Mah. Sul passato ci ha preso abbastanza [ma IMHO era stato imbeccato ad hoc la sera prima]. Il futuro un po' incerto. Speriamo solo che l'interpretazione fatta dal malgaro e dai presenti non sia quella giusta... argh! :o\
O povera me! :D
12 agosto 2006
Purity Test
Ormai in ufficio si parla quasi solo più di questo test. Maledetta me e il giorno che ho segnalato il link a un collega! :D
Il mio punteggio in ogni caso è 95%. E dei colleghi nessuno mi ha ancora battuto.
Lo dico sempre che sono una santa ragazza! :P
Il mio punteggio in ogni caso è 95%. E dei colleghi nessuno mi ha ancora battuto.
Lo dico sempre che sono una santa ragazza! :P
03 agosto 2006
Cima di Nasta (3108 m s.l.m.)
Oggi escursione sui monti. L'obiettivo era la Cima di Nasta, 3108 metri.
Siamo partiti dal piano della casa del Re (1762 m) e siamo saliti in un'ora e mezza a Rif. Remondino (2465 m). Una breve pausa per mangiare qualcosa e poi via verso la Cima Nasta.
Abbiamo raggiunto prima il lago di Nasta e dopo aver deciso l'itinerario abbiamo proseguito verso la cima.
Però questa volta la cima non l'abbiamo raggiunta. C'erano alcuni passaggi esposti e abbastanza difficili da percorrere e quindi abbiamo deciso che era meglio non rischiare e tornare indietro.
Io ho dato forfait a 2945 metri. C'era da arrampicarsi su una roccia parecchio liscia e ho deciso che era più saggio ascoltare la vocina che mi diceva che rischiavo di fare il passo più lungo della gamba. I colleghi hanno superato quella parte, ma pochi metri più su anche loro hanno scelto di fare dietro front.
Non importa. La giornata è stata bellissima lo stesso con un tempo spettacolare nonostante le previsioni fossero tutt'altro che buone.
Ora ho la faccia rossa come un gambero, ho le vesciche hai piedi (devo decidermi a comprare un paio di scarponcini nuovi!) ma sono molto contenta. :)
La vista da lassù era mozzafiato! Si vedeva anche il golfo di Nizza!!
Nella foto la cima Nasta fotografata quando ormai ero ridiscesa al laghetto e mi stavo godendo il sole stesa su una pietrona enorme. Il canalino stretto al centro della foto è quello che abbiamo percorso nel tentativo di conquistare la vetta. L'ho fatto quasi fino alla fine, ma poi niente, non me la sono sentita di continuare. Non volevo mettere di nuovo alla prova i riflessi del mio Angelo Custode... :P
Siamo partiti dal piano della casa del Re (1762 m) e siamo saliti in un'ora e mezza a Rif. Remondino (2465 m). Una breve pausa per mangiare qualcosa e poi via verso la Cima Nasta.
Abbiamo raggiunto prima il lago di Nasta e dopo aver deciso l'itinerario abbiamo proseguito verso la cima.
Però questa volta la cima non l'abbiamo raggiunta. C'erano alcuni passaggi esposti e abbastanza difficili da percorrere e quindi abbiamo deciso che era meglio non rischiare e tornare indietro.
Io ho dato forfait a 2945 metri. C'era da arrampicarsi su una roccia parecchio liscia e ho deciso che era più saggio ascoltare la vocina che mi diceva che rischiavo di fare il passo più lungo della gamba. I colleghi hanno superato quella parte, ma pochi metri più su anche loro hanno scelto di fare dietro front.
Non importa. La giornata è stata bellissima lo stesso con un tempo spettacolare nonostante le previsioni fossero tutt'altro che buone.
Ora ho la faccia rossa come un gambero, ho le vesciche hai piedi (devo decidermi a comprare un paio di scarponcini nuovi!) ma sono molto contenta. :)
La vista da lassù era mozzafiato! Si vedeva anche il golfo di Nizza!!
Nella foto la cima Nasta fotografata quando ormai ero ridiscesa al laghetto e mi stavo godendo il sole stesa su una pietrona enorme. Il canalino stretto al centro della foto è quello che abbiamo percorso nel tentativo di conquistare la vetta. L'ho fatto quasi fino alla fine, ma poi niente, non me la sono sentita di continuare. Non volevo mettere di nuovo alla prova i riflessi del mio Angelo Custode... :P
30 luglio 2006
La sindrome dello scoiattolo
E ad oggi siamo a un totale di 33 barattoli da 250 ml tra marmellata di pesche, albicocche e susine!
Solo frutta, zucchero e una lunga e lenta cottura a fuoco basso. Ovviamente non ci sono paragoni con le marmellate di produzione industriale!
Oggi c'è in programma la raccolta di altre susine e quindi questa sera o domani metterò su un altro pentolone.
Solo frutta, zucchero e una lunga e lenta cottura a fuoco basso. Ovviamente non ci sono paragoni con le marmellate di produzione industriale!
Oggi c'è in programma la raccolta di altre susine e quindi questa sera o domani metterò su un altro pentolone.
12 luglio 2006
La mia prima birra
E' il mio fermentatore e contiene la mia prima birra.
Oddio, adesso non è ancora birra, è mosto. Ma al più presto dovrebbero entrare in azione i lieviti. Ho usato un kit preparato, il modo più facile per iniziare a prendere confidenza con i procedimenti di birrificazione.
Se tutto fila liscio tra 3 o 4 giorni potrò già imbottigliare. Sarà poi necessaria una maturazione in bottiglia di circa un mese prima di poter stappare.
Che poi, se devo essere sincera, io sono astemia. :P Però chissà, magari con la scusa di dover assaggiare le mie creazioni potrei cambiare opinione sugli alcolici...
10 luglio 2006
04 luglio 2006
Nuntio vobis gaudium maximum
Habemus Specializzazione!
Dopo tre anni di sacrifici e penitenze, da poche ore sono finalmente Medico Veterinario specializzato in "Sanità Animale, Allevamento e Produzioni Zootecniche"!!
La tesi che ho discusso:
Dopo tre anni di sacrifici e penitenze, da poche ore sono finalmente Medico Veterinario specializzato in "Sanità Animale, Allevamento e Produzioni Zootecniche"!!
La tesi che ho discusso:
"Il ruolo del test istologico nell'ambito degli esami condotti dai Consorzi di carne garantita per il controllo delle sostanze vietate dal D. L.vo 336/99. Uno studio in Piemonte: CO.AL.VI."
25 giugno 2006
Il mio primo 3000!
Fine settimana passato in montagna.
Siamo partiti sabato nel tardo pomeriggio per raggiungere il Rifugio Livio Bianco (1910 m s.l.m.), dopo una camminata di circa 2 ore e 40 minuti da S. Anna di Valdieri (978 m). Cena e nanna in rifugio, piccolo ma accogliente.
Il mattino di domenica, sveglia presto e via per raggiungere il nostro obiettivo: il Monte Matto (3088 m).
E' stata una lunga e faticosa escursione, soprattutto quando si camminava nelle pietraie e si doveva un po' improvvisare il sentiero cercando la via più agevole per procedere senza perdere d'occhio gli ometti di pietre.
Il tratto peggiore: l'ultima pietraia prima della cima, abbastanza insidiosa per via dei numerosi massi mobili... fortunatamente siamo riusciti a attraversarla sia in salita che in discesa senza danni, però in certi momenti ammetto di aver avuto un cicinin di paura :P
La nostra camminata è stata più volte resa molto interessante dalla comparsa, a distanza ravvicinata, degli abitanti della zona: camosci nel primo tratto, stambecchi a altitudine maggiore.
Per la prima volta a 3000 metri di quota!
Una gran soddisfazione dopo tanta fatica. Come sempre dopotutto.
Solo pochi minuti per riprender fiato, godere un po' del panorama e fare un paio di foto perché la nebbia iniziava a salire.
Veramente una bella gita. E poi era la prima volta che vedevo dal vivo gli stambecchi! Mai mi sarei aspettata di poterli avvicinare così! :o)
Peccato solo il tempo che è stato molto variabile: al mattino decisamente sereno, poi in tarda mattinata sono salite delle nubi che ci hanno portato nebbia e pioggia. Una volta scesi al rifugio è di nuovo uscito il sole.
Siamo partiti sabato nel tardo pomeriggio per raggiungere il Rifugio Livio Bianco (1910 m s.l.m.), dopo una camminata di circa 2 ore e 40 minuti da S. Anna di Valdieri (978 m). Cena e nanna in rifugio, piccolo ma accogliente.
Il mattino di domenica, sveglia presto e via per raggiungere il nostro obiettivo: il Monte Matto (3088 m).
E' stata una lunga e faticosa escursione, soprattutto quando si camminava nelle pietraie e si doveva un po' improvvisare il sentiero cercando la via più agevole per procedere senza perdere d'occhio gli ometti di pietre.
Il tratto peggiore: l'ultima pietraia prima della cima, abbastanza insidiosa per via dei numerosi massi mobili... fortunatamente siamo riusciti a attraversarla sia in salita che in discesa senza danni, però in certi momenti ammetto di aver avuto un cicinin di paura :P
La nostra camminata è stata più volte resa molto interessante dalla comparsa, a distanza ravvicinata, degli abitanti della zona: camosci nel primo tratto, stambecchi a altitudine maggiore.
Per la prima volta a 3000 metri di quota!
Una gran soddisfazione dopo tanta fatica. Come sempre dopotutto.
Solo pochi minuti per riprender fiato, godere un po' del panorama e fare un paio di foto perché la nebbia iniziava a salire.
Veramente una bella gita. E poi era la prima volta che vedevo dal vivo gli stambecchi! Mai mi sarei aspettata di poterli avvicinare così! :o)
Peccato solo il tempo che è stato molto variabile: al mattino decisamente sereno, poi in tarda mattinata sono salite delle nubi che ci hanno portato nebbia e pioggia. Una volta scesi al rifugio è di nuovo uscito il sole.
18 giugno 2006
15 giugno 2006
Tortine alle carote
Ieri pomeriggio presa dall'ispirazione mi sono cimentata in questa ricetta, trovata sul sito Kucinare.it. Il risultato sono delle tortine dorate, morbidissime, molto simili alle Camille del Mulino Bianco. Ma rispetto a queste sono molto molto più buone!
Ho poi sbucciato e grattugiato 450 g di carote.
Ho sbattuto bene 3 uova fresche delle mie fedeli galline con un pizzico di sale. Ho aggiunto 370 g di zucchero e ho montato bene per una decina di minuti con lo sbattitore elettrico.
Quindi ho aggiunto le mandorle, le carote, una bustina di vanillina, 450 g di farina setacciata e 150 ml di olio di semi.
Ho amalgamato bene e infine unito 150 ml latte (in cui ho fatto sciogliere una bustina di lievito immediatamente prima).
Ho versato l'impasto, con l'aiuto di un mestolo, nei pirottini di carta per muffins, precedentemente adagiati nella teglia per muffins.
Infornato tutto in forno caldo a 160° per circa 25 minuti.
Ho poi sbucciato e grattugiato 450 g di carote.
Ho sbattuto bene 3 uova fresche delle mie fedeli galline con un pizzico di sale. Ho aggiunto 370 g di zucchero e ho montato bene per una decina di minuti con lo sbattitore elettrico.
Quindi ho aggiunto le mandorle, le carote, una bustina di vanillina, 450 g di farina setacciata e 150 ml di olio di semi.
Ho amalgamato bene e infine unito 150 ml latte (in cui ho fatto sciogliere una bustina di lievito immediatamente prima).
Ho versato l'impasto, con l'aiuto di un mestolo, nei pirottini di carta per muffins, precedentemente adagiati nella teglia per muffins.
Infornato tutto in forno caldo a 160° per circa 25 minuti.
14 giugno 2006
[Lavori in Corso] Manzette Frisone
Per ora di manze ce n'è solo una: quella centrale. Conto di far apparire le sue colleghe quanto prima. Ma di più urgente al momento c'è la tesi di specializzazione da terminare e consegnare...
10 giugno 2006
Serata di terrore
Questa sera ho perso almeno almeno 10 anni di vita... :oTorno a casa dopo tutto il pomeriggio passato da una collega a lavorare alla nostra tesi di specializzazione, e mi trovo l'inferriata della porta del terrazzo chiusa ma la porta a vetri aperta... il babbo ha lasciato tutto così incurante delle mie raccomandazioni di chiudere sempre Lancelot in casa quando esce.
Se ci siamo noi ok, lo si lascia andare a prendere un po' d'aria fuori sul terrazzo e ogni tanto gli si butta un occhio. Ma andar via lasciandolo lì, NO!
"Ah, ma tanto non scappa"... "Ma dove vuoi che vada".... e frasi del genere a prendere in giro il mio essere troppo apprensiva.
Ma Lancelot non è un gatto come gli altri. Lui è un gatto tonno. Anzi, è proprio scemo. 9 kg di beata ingenuità. Non ha la minima idea di come sia il mondo fuori. Non è un gatto nato per strada. Lasciarlo andare a zonzo senza controllo sarebbe come una condanna a morte.
Comunque questa sera torno e mi trovo tutto spalancato.
E Lancelot non c'è! O__O
Panico.
Lo cerco in casa.
Non c'è.
Lo cerco fuori.
Nemmeno.
Lo chiamo per minuti e minuti.
Ogni tanto è già capitato che si vada a nascondere in un qualche angolino del terrazzo, o nei vasi. Ma dopo poco salta fuori con l'aria basita del tipo "cercavi me??".
Ma questa sera nulla da fare. Chiamo chiamo ma lui sembra svanito nel nulla.
Inizio a temere seriamente di non rivederlo più... me l'immagino finito sulla strada e scappato chissà dove per la paura...
Mi viene il groppo in gola e quasi non riesco più a chiamarlo. :o(
Mio fratello intanto si accorge del trambusto e inizia a darmi una mano. Alla fine è lui a vederlo: tranquillo e beato coricato all'ultimo sole nel giardino della casa canonica.
Come abbia fatto ad arrivare lì lo sa solo lui...
Una signora fornita delle chiavi del giardino ci vede e gentilmente ci viene ad aprire. Pochi secondi e il mio Lancelot è al sicuro tra le mie braccia...
Tutto è bene ciò che finisce bene, però ho passato veramente dei momenti terribili... :o\
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